Libertà di pensiero, concessa nelle università italiane?

Davide Chindamo

Nelle università italiane è concessa la libertà di pensiero? Apparentemente sembrerebbe di sì, nel nome di quella modernità che tanto illude e poco convince. Nonostante i corsi proposti si installino sulla democrazia e sull’imparzialità, docenti e assistenti affrontano gli argomenti con prese di posizione nette e ben riconoscibili. Soprattutto se si tratta di tematiche politiche o religiose.

Esempi concreti: la politica a lezione

Corso di Storia Contemporanea. Argomento: “Il populismo nel 2019 in Italia”. Dibattito in aula.
Professore di stampo comunista, iscritto ai sindacati, come suoneria ha impostato Bella Ciao e si commuove il 25 aprile. Studente cattolico-conservatore, si reca ai pellegrinaggi di Pontida, come suoneria ha impostato l’inno di Mameli e si commuove al grido “Porti chiusi!”.
Secondo voi è possibile creare un confronto equo e tollerante? All’esame il ragazzo sarà valutato in modo oggettivo o subirà le smorfie dell’insegnante inorridito? Viene quindi da chiedere anche questa volta: nelle università italiane è concessa la libertà di pensiero?

Omologazione e conformismo come forma di violenza

Spesso nelle aule universitarie si assiste ad un conformismo di idee che infrange il diritto della libertà espressa in tutte le sue forme. Tuttavia la professionalità del docente sta nel presentare l’argomento senza filtri, senza farsi troppo influenzare dalle sue posizioni. Temi scottanti o tabù mai risolti, se trattati a lezione, devono essere causa di dibattito, mai motivo di omologazione. Anche questa è una forma di violenza, considerata la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne appena trascorsa (qui il link per l’articolo https://www.universitynetwork.it/violenza-sulle-donne-il-fronte-universitario/).

Un uomo è libero se può pensare

Ci sono molti spunti di riflessione utili a rimuovere quella sonnolenza che dilaga nelle aule. Basta solo coglierli e non reprimerli.

Oriana Fallaci diceva

credere nell’uomo significa credere nella sua libertà. Libertà di pensiero, di parola, di critica, di opposizione.


Opposizione, soprattutto. Perché è proprio grazie agli avversari ideologici che nascono le idee più geniali. Voler confutare la tesi di qualcun altro, induce per forza di cose a trovare argomentazioni efficaci e credibili. Tutto questo è solo positivo. Del resto i grandi geni nascono dalla controtendenza dei loro pensieri.

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