Libri e lockdown: gli italiani leggono sempre di più

Greta Tesini

Anche i libri hanno una loro festa: oggi, 23 aprile, si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Vediamo insieme come sono cambiate le abitudini letterarie degli italiani durante il lockdown.

In Italia i lettori sono in aumento

A primo impatto, il pensiero potrebbe essere questo: essendo tutti a casa, abbiamo avuto anche più tempo da dedicare alla lettura.
Questo è vero, ma sappiamo quanto da universitari sia difficile ritagliarsi un po’ di tempo per le letture di piacere dopo giornate passate a studiare.
Eppure, i dati ci dicono che l’emergenza ha portato molte persone a riscoprire gli spazi e i tempi della lettura.

A ottobre 2020 i lettori in Italia erano 27,6 milioni. Un aumento del 5,3%, se consideriamo i i dati di un anno prima, che ne registravano 26,3 milioni.
Ma come sono cambiate le nostre abitudini? 
C’era da aspettarselo, il digitale ha sbaragliato la carta stampata. I lettori che utilizzano sia il libro a stampa che ebook e audiolibri sono aumentati: dal 17% al 26% solo in un anno.
Questo ha portato l’editoria in Italia a crescere del 2,4%. Si tratta di una delle migliori performance in Europa.
Un risultato notevole, se si considera la chiusura delle librerie durante il primo lockdown.

Le politiche di sostegno all’editoria

Nel 2021 la tendenza non si è fermata, anzi la crescita delle vendite è stata registrata anche nelle prime otto settimane del 2021 (+30% nei libri a stampa).
Questi dati confermano l’efficacia delle politiche di sostegno al settore dell’editoria messe in atto nel 2020 dal Governo.

Fra gli aiuti più significativi, sono stati stanziati 30 milioni di euro per 18App, 15 milioni per Carta cultura, 30 milioni per gli acquisti delle biblioteche pubbliche, 22 milioni per i piccoli editori e editori turistici e d’arte.
In particolare, la 18App si è dimostrata efficace anche nell’avvio del nuovo anno. Probabilmente complice l’impossibilità di poterne usufruire per concerti, eventi culturali ecc., l’80% dei diciottenni ha utilizzato questo strumento per acquistare libri a stampa, raggiungendo la cifra di 75 milioni di euro.

La buona notizia è che non sono stati utilizzati unicamente per i libri scolastici. La cattiva è che proprio l’editoria scolastica ne ha risentito molto, a causa del mancato rinnovo delle edizioni.
È andata meglio invece l’editoria universitaria, per il ruolo centrale del libro nella didattica a distanza e perché il lockdown ha praticamente eliminato il fenomeno delle fotocopie pirata.

I libri come “bene essenziale”

La decisione che sembra aver dato i maggiori effetti positivi sul sistema editoriale è stata quella di annoverare il libro fra i beni essenziali. Al di là delle possibili obiezioni, questo ha permesso il rilancio dei punti vendita fisici delle librerie, schiacciate dalla concorrenza online.
Certo, durante la chiusura molte librerie si sono organizzate per la consegna a domicilio e sono nati siti e piattaforme per sostenere le librerie indipendenti. Anche le biblioteche si sono digitalizzate, segnando un trend che vedrà sempre più maggiore innovazione nel campo. Se invece siete interessati a scoprire i servizi delle biblioteche universitarie, cliccate qui.

Resta il fatto che il libro, per molti, ha davvero rappresentato un punto di riferimento in questa pandemia.
Forse considerarlo un bene essenziale è stato un azzardo, forse sarebbe meglio considerarlo oggi per quello che è: uno svago dalla realtà, specialmente quando quest’ultima fa paura.
Se però ha resistito come una roccia, è perché evidentemente ne abbiamo bisogno più di quanto crediamo. Ciò deve farci riflettere dal punto di vista psicologico, culturale e morale.

Storie che ci fanno compagnia

Non sorprende che la parola dell’anno 2020 sia stata lockdown.
Così come non sorprende il fatto che in molti abbiano voluto parlarne e raccontarlo. E parlare anche del coronavirus, ovviamente.
Il tema del virus, grazie alla sua attualità e universalità, è stato affrontato  in modo scientifico, politico e sociologico, ha dato vita a diversi titoli, capaci di attrarre il lettore per dar risposta alle sue domande su questa pandemia. Ma ha anche ispirato storie e veri e propri “diari dell’isolamento” di diversi autori.
Storie che ci hanno fatto compagnia e in cui possiamo rivederci, che parlano delle nostre paure e dei nostri sogni spezzati.

Il libro ci ha aiutato a comprendere i risvolti della pandemia. Allo stesso tempo è diventato così una fonte di conforto e rassicurazione. E, forse, proprio in questo risiede la sua forza.

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