Liceo o professionale: questo è il dilemma

Manlio Adone Pistolesi

“Ti iscrivi al liceo? Avrai solo un pezzo di carta che non ti offrirà alcun lavoro.” “Un tecnico o addirittura un professionale? Spero non dimenticherai l’alfabeto”.

Chi non ha sentito questi insulti alla soglia della prima “scelta” per il proprio futuro. Entro questa settimana, con scadenza 31 gennaio, migliaia di 13enni sceglieranno il loro percorso formativo post scuola secondaria di primo grado. La faida si riaccende per screditare l’una o l’altra fazione, senza tenere in conto la volontà e le aspettative di chi compie quella scelta, riducendo tutto a cori da stadio.

Il liceo avanza, anche grazie alla famiglia

Le iscrizioni hanno avuto inizio il 7 gennaio e si concluderanno il 31 gennaio. Ogni famiglia si stringe al proprio bambino-adolescente per capire, o meglio, fargli capire quale sia il percorso più adatto a lui. La famiglia infatti incide per il 41% come termine di riferimento per la scelta finale. 

Secondo un sondaggio compiuto dal Sole 24ore, chi ha già scelto si suddivide così: 2 studenti su 3 vogliono iscriversi in un liceo, in particolare al Sud; il 21% ha scelto un istituto tecnico; il 9% un professionale; chi ha virato verso un corso di formazione professionale regionale raggiunge appena il 5%. 

Nel liceo scientifico, selezionato dal 46%, possiamo notare ancora degli stereotipi di genere: il 65% di coloro che siederanno tra i banchi saranno maschi. Il liceo classico segue con il 18% delle preferenze, con un picco del 22% al Sud. Le famiglie scelgono i licei in vista di uno sbocco universitario e maggiori soddisfazioni nel mondo del lavoro.

Le iscrizioni ai tecnici, dal 2015, sono calate di 2.000 unità, mentre i professionali hanno perso 32.000 iscritti. I licei da 278.645 iscritti hanno raggiunto nel 2019/2020 il numero di 294.446. 

Il lavoro perso

L’Italia detiene il triste merito di occupare il terzo gradino del podio nella classifica sulla disoccupazione giovanile: 30%, solo Spagna e Grecia fanno meglio, anzi peggio di noi. 

Uno dei motivi proviene dalla domanda che non trova alcuna offerta. Entro il 2021 le aziende richiederanno 192.479 figure tecniche-professionali: più di 67.000 nella Meccanica, 44.877 per l’Ict (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione), 10.519 nel legno arredo. 

Dati così commentati da Giovanni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il capitale umano:

Chi li sceglie [istituti tecnici e professionali] ha praticamente la garanzia di trovare un lavoro e non si preclude affatto l’ingresso negli Its [Istituti tecnici superiori, con tassi di occupazione a 12 mesi del 79,1%] e nelle università

A voi la scelta

Non esiste una scuola da evitare, ma solo una scelta sbagliata: lasciare che gli altri decidano per voi. Seguite le vostre aspirazioni e ambizioni, se tutti vi reputano troppo piccoli per decidere rispondete che non siete abbastanza grandi per smettere di sognare. E se un giorno capirete che quella strada non fa più per voi si è sempre in tempo per cambiarla. Solo chi sbaglia conosce se stesso. 

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