Lingue e culture moderne: il Corso di Laurea fa per te?

Tea Maistro

Quante persone hanno desiderato, almeno una volta nella vita, conoscere alla perfezione una lingua straniera? E chi fra noi non ha mai sognato di saper parlare benissimo tutte le lingue del mondo, così da poter viaggiare ovunque senza problemi? Chi non si è mai interrogato sul significato di certe pratiche, modi di fare o di dire diffusi presso culture diverse dalla propria?
Se ti accingi a scegliere il tuo percorso di studi e sei interessato alla conoscenza delle lingue e delle culture di altri popoli, allora il Corso di Laurea in lingue e culture moderne potrebbe fare al caso tuo.

Questioni tecnico-burocratiche

Se si vuole intraprendere il Corso di Laurea in Lingue e culture moderne, è opportuno sapere che si tratta di un corso dalla durata triennale. Si configura, perciò, come una laurea di primo livello proseguibile con una laurea magistrale biennale: fa parte, quindi, dei percorsi di studio 3+2.
Il Corso di Laurea in Lingue e culture moderne appartiene alla classe di laurea L-11, la quale è definita a livello nazionale e serve per collocare questo tipo di studi all’interno del sapere universitario complessivo.

Dati socio-anagrafici

Secondo lo studio di Alma Laurea, l’83,7% di chi frequenta il Corso di Laurea in Lingue e culture moderne sono donne. C’è quindi un forte squilibrio di genere. Ci si laurea mediamente all’età di 24 anni e 3 mesi con un indice di ritardo pari a circa 5 mesi e con un voto di laurea medio pari a circa 102.

I corsi principali di Lingue e culture moderne

  • Letteratura italiana;
  • Linguistica italiana;
  • Linguistica generale;
  • Didattica della lingua italiana come lingua straniera;
  • Didattica delle lingue moderne;
  • Lingua francese/inglese/polacca/portoghese/romena/spagnola;
  • Letterature comparate.

Dove studiare Lingue e culture moderne

Puoi studiare Lingue e culture moderne in diverse Università d’Italia: Bari, Basilicata, Bergamo, Bologna, Cagliari, Calabria, Cassino e Lazio Meridionale, Catania, Chieti e Pescara, Enna Kore, Ferrara, Firenze, Genova, L’Aquila, Macerata, Messina, Milano, Napoli Benincasa, Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Padova, Palermo, Pavia, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Pisa, LUMSA, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Salento, Salerno, Sassari, Siena, Torino, Trento, Trieste, Tuscia, Udine, Urbino Carlo Bo, Venezia Ca’ Foscari, Verona.

Dopo la laurea in Lingue e culture moderne

Dopo la laurea triennale in Lingue e culture moderne, il 65,7% degli studenti si iscrive a un Corso di Laurea di secondo livello. Soltanto l’1% si è iscritto nuovamente ad un corso di laurea di primo livello. Secondo Alma Laurea la maggior parte di chi si iscrive a un corso di laurea di secondo livello lo fa per migliorare le proprie possibilità di lavoro e per migliorare la propria formazione culturale. Il 22,6% di chi prosegue gli studi, invece, dichiara di aver cercato lavoro ma di non averlo trovato.
In termini di studi, il 68,5% di chi continua la propria carriera universitaria lo fa con il percorso di studi che rappresenta il proseguimento “naturale” della laurea triennale. Soltanto il 9% sceglie un settore disciplinare diverso.

Generalmente gli studenti magistrali si iscrivono a un Corso di Laurea nello stesso Ateneo in cui hanno conseguito il percorso triennale.
In media la soddisfazione per il Corso di Laurea in Lingue e culture moderne, in una scala da uno a dieci, è pari a 8,3.

Condizione occupazionale dei laureati

A un anno dalla laurea, circa il 54% dei laureati in Lingue e culture moderne non lavora e non cerca lavoro. Circa il 25%, invece, lavora mentre il 21% non ha un’occupazione ma la sta cercando.
Il tasso occupazionale è simile tra uomini e donne, con 0,6 punti percentuali in più per gli uomini.
Mediamente sono necessari circa 3 mesi per reperire il primo lavoro dal momento in cui si incomincia la ricerca dello stesso. In media un laureato in Lingue e culture moderne lavora 28 ore settimanali e il 49% dei lavoratori ha un’occupazione part time.

L’84% lavora nel privato, il 12,4% nel pubblico e il 3,6% nel non profit. La maggior parte dei professionisti lavora nel settore dei servizi.
La retribuzione mensile netta è pari a 932 euro per gli uomini e 881 euro per le donne.
Il 42% dei lavoratori sostiene che le competenze acquisite durante il percorso di studi vengano utilizzate in maniera ridotta durante l’attività lavorativa; il 28% circa ritiene addirittura che non siano per niente utili.

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