L’UniUd verso l’inclusività ma la Lega si schiera contro

Marta Buiatti

L’Università di Udine fa un passo avanti verso l’inclusività, lanciando una campagna di comunicazione che ha fatto però discutere. “UniUd è inclusiva” recita la campagna promossa dall’ateneo, attraverso un messaggio scritto con un linguaggio neutro, che impiega gli asterischi al posto delle vocali: “Cresce per tutt* e con tutt*.

Fonte immagine: Il Sussidiario.net

Sono stati gli asterischi ad attirare l’attenzione, e il primo a rispondere è stato Giordano Bruno Guerri, storico e presidente della fondazione Il Vittoriale degli italiani, secondo il quale l’ateneo friulano con questa mossa ha “ceduto alla stoltezza”. Anche alcuni deputati e senatori della Lega si sono espressi in merito alla decisione comunicativa presa dall’Università. Aurelia Bubisutti, Daniele Moschioni, Massimiliano Panizzut, Mario Pittoni e Raffaelle Fiormaria Marin, del Friuli Venezia Giulia, hanno commentato:

Assurda la scelta dell’Ateneo di Udine. Il rispetto e l’inclusività non si misurano certo con l’utilizzo di un asterisco al posto del genere. I valori non sono contenuti dentro un segno grafico, ma piuttosto si trasmettono alle nuove generazioni attraverso l’educazione e la cultura. Così non si fa un passo avanti, ma si cerca solo un pretesto per avere visibilità con il rischio di correre verso il nulla.

Una campagna che ha sollevato diverse proteste

Il consigliere regionale, Diego Bernardis, sempre facendo riferimento ai manifesti dell’Università di Udine, si è mostrato dello stesso parere contrario dei suoi colleghi, affermando:

Storpiare l’italiano non è sinonimo di rispetto, né di inclusione. Si tratta, di fatto, dell’ennesimo esempio di quel politicamente corretto tanto in voga in questo momento che, però, non porta a nulla di concreto.

Anche Mauro Bordin, consigliere regionale leghista del Friuli, ha ritenuto opportuno esprimersi in merito alla faccenda, sostenendo che “storpiare l’italiano non sia affatto la strada giusta per non discriminare e nemmeno una scelta di inclusione, bensì semplicemente una decisione profondamente sbagliata“.

Non poteva mancare la risposta da parte di Simone Pillon, Senatore leghista, che ha pubblicato un post sul proprio profilo Facebook, commentando la questione.

Screenshot dall’account Facebook del Senatore Simone Pillon

Inclusività della Campagna: riuscita o fallita?

La Lega, attraverso i suoi rappresentanti, si è schierata apertamente contro la scelta presa dall’Università di Udine. La campagna di comunicazione dell’Università, per lo scalpore destato, può perlomeno considerarsi riuscita. Purtroppo, però, per quanto se ne sia parlato, i feedback ottenuti dimostrano quanta strada ci sia ancora da fare a riguardo. Prevale la netta divisione in merito alle questioni di genere, soprattutto quando si parla di apporre modifiche al linguaggio.

Valeria Filì, delegata dal rettore di Udine alle Pari opportunità, ha dichiarato che “più se ne parla meglio è“. Il messaggio dell’Università ha raggiunto il suo scopo, ossia aprire un ulteriore confronto sulla questione. Chiaramente si è lontani da una posizione unanime ma forse, il fatto che un’Università abbia preso posizione, manterrà aperto il dibattito.

Lascia un commento