L’Università ai tempi della comunicazione digitale

Karoline Gapit

Le Università del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia hanno annunciato di voler sospendere i corsi frontali almeno fino al 24 febbraio. Dopo lunghi mesi di lockdown e la conseguente fase 2 delle riaperture graduali, solo alcune Università hanno deciso di rimanere chiuse e svolgere le lezioni da remoto. Anche per tale motivo, inevitabilmente, sono cambiate le nostre abitudini, atteggiamenti e la stessa nostra comunicazione sia nella sfera privata e sia nella sfera pubblica.

La comunicazione digitale

I mezzi di comunicazione avevano portato già in pubblico molti aspetti privati della vita quotidiana sia di leader politici sia di personaggi famosi. Con l’avvento dei social anche le persone comuni hanno trovato un loro palcoscenico tendenzialmente pubblico, nel quale condividere le proprie vite e momenti di intrattenimento. Che sia una diretta Instagram, un aperitivo su Zoom o un meeting su Teams, ciò che è cambiato è lo spazio digitale dove viviamo. Oggi, dopo l’esperienza lockdown, sicuramente gioca un ruolo fondamentale nello stesso spazio reale.

L’essenzialità dello smartphone

L’uso continuativo dello smartphone, di carattere informativo e relazionale, ha fatto sì che il cellulare sia diventato una specie di appendice corporea, dalla quale neppure in casa ci si riesce a staccare. Maria, studentessa magistrale all’Università degli Studi di Udine, commenta l’uso del cellulare come “indispensabile”. Per la studentessa: “È l’unico mezzo per poter mantenere i contatti al di fuori della sfera domestica non riesco a separarmene“. “ Inoltre, il tempo dedicato allo svago è triplicato, per cui molto spesso scorro la sezione notizie di Facebook o guardo le storie di Instagram, senza prestare grossa attenzione ai contenuti ma semplicemente per occupare il tempo”.

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