Manfredi: plexiglass, didattica online ed esami di Stato

Davide Chindamo

Il plexiglass (o plexiglas, viste le polemiche) è il protagonista del momento. Al ristorante, forse tra lettini e ombrelloni, sulle spiagge, a scuola. Diciamo che il plexiglass è come il prezzemolo: rischia di finire dappertutto.
La didattica a distanza invece è per gli studenti la co-protagonista della discussione. Sarà un utile sostegno per il rientro o procurerà i soliti problemi tecnici?
Infine il dilemma sui test per gli esami di ammissione alle professioni.
A tutto questo, ha risposto il ministro dell’Università, Gaetano Manfredi.

“Plexiglass? No, nuova organizzazione”

In vista del ritorno degli studenti in aula, quindi del ripristino delle lezioni in presenza, il ministro non ha dubbi. Bocciato il plexiglass, “rimandati” a settembre gli alunni. In senso positivo, ovviamente.
Come si legge da Adnkronos e dal Corriere della Sera, l’obiettivo sarà “aumentare il numero delle aule” ed eventualmente “allungare l’orario“. Sempre riguardo al plexiglass, il rettore della Federico II di Napoli afferma: “Non ci stiamo pensando, ci sarà una nuova organizzazione“.

Didattica a Distanza per tamponare ai problemi del rientro

Questa “nuova organizzazione” sarà gestita a seconda delle disponibilità di ogni singolo ateneo: infatti, secondo il ministro, la didattica a distanza resterà comunque una risorsa da considerare, visto l’inevitabile “affollamento delle aule“. In questo caso sarà anche un aiuto per tutti “gli studenti stranieri e fuori sede“.

Per le istituzioni, la didattica a distanza ha riscosso un dignitoso successo, infatti “sia il numero degli esami che il numero dei laureati non è cambiato rispetto allo scorso anno”. Ed è proprio Manfredi stesso a riportare questo entusiasmo: “L’Università non si è fermata e il giudizio degli studenti è un giudizio sostanzialmente positivo, sebbene ci sia stato qualche problema“.
Il problema in questione nasce dalla sopravvalutazione dei dispositivi tecnologici degli alunni. Pc obsoleti, tablet arrugginiti e connessioni pigre sono stati i veri avversari della didattica da remoto (oltre all’inettitudine da sofà e serie TV prosperata negli alunni). Sarà ancora così?

Chiarimento sugli esami di Stato per l’accesso alle professioni

Come ha ricordato giustamente il ministro, “l’esame di Stato per l’accesso alle professioni è previsto dalla Costituzione e quindi non si può abolire”.
Ha inoltre aggiunto: “Dopo aver cominciato con Medicina, stiamo cercando di trasformare le lauree in lauree abilitanti, in maniera tale che l’esame di laurea sia contemporaneamente un esame di Stato per l’accesso alla professione. Pensiamo a Odontoiatria, Farmacia e Veterinaria che già prevedono nel loro ordinamento molti tirocini”.

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