Manfredi: “a settembre in aula”

Veronica Toppi

In un’intervista a Il Mattino, il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi elogia il rapido cambiamento dell’offerta formativa delle Università. L’incontro tra la cultura digitale dei ragazzi con quella dei docenti ha confermato “un grande esempio di attaccamento all’istituzione e alla missione educativa”.

L’emergenza sanitaria COVID-19 ha messo a dura prova il sistema scolastico e universitario. Nonostante le difficoltà iniziali, la risposta delle scuole e degli atenei italiani è stata più che mai efficiente. Sono stati colti impreparati, ma sono stati capaci di gestire con rigore la nuova situazione didattica “da remoto”.

La soddisfazione emersa dai dati

“Un primo monitoraggio fino al 20 marzo” -dichiara il ministro- “conferma una popolazione studentesca di un milione e 200mila ragazzi che hanno seguito le lezioni a distanza. Ci sono stati 30mila laureati e 70mila esami con il sistema remoto. Non ancora emersi i dati del monitoraggio del 20 aprile, ma le prime anticipazioni danno oltre 50mila lauree e oltre 100mila esami sostenuti”.

La soddisfazione del ministro Manfredi emerge a fronte dei dati positivi: da nord a sud il disagio dei ragazzi è stato minimo. Ognuno si è impegnato per portare avanti il proprio percorso, rispettando orari di lezione e scadenze.

Il boom delle immatricolazioni

Con l’incentivo degli open-day online, oltre quaranta atenei hanno visto crescere la popolazione studentesca. Fra i venti cresciuti di più spiccano le Università di Brescia, la Statale di Milano, Palermo e Bergamo, quest’ultima con un aumento delle matricole del 26%. In totale, le nuove immatricolazioni nei sessantuno atenei pubblici e nei trentuno privati contano 307.553 studenti, settemila e trecento in più dell’anno scorso.

Il ministro Manfredi conferma come i dati emersi abbiano recuperato i livelli che precedevano la lunga crisi del 2008: “Ora dobbiamo guardare avanti e riuscire a contenere gli effetti negativi dell’arresto dell’economia italiana e della caduta di occupazione delle famiglie.”

E proprio a fronte dell’emergenza economica aggiunge:

dovremo, di certo, allargare la No tax area e alzare i livelli dell’ISEE da dichiarare in modo che possano accedervi più studenti

L’università non si ferma

Un’esperienza positiva, dunque, quella della didattica universitaria a distanza. Il governo ha dimostrato con i fatti di saper rispondere in modo costruttivo all’emergenza coronavirus. Chiaramente però, “ l’Università ha bisogno di presenza, perché è fondamentale il confronto, la discussione, il dibattito” -ribadisce Manfredi.

L’Università nasce con l’esigenza di una didattica frontale e sociale: si conta di poter tornare in aula a settembre, con l’inizio del nuovo anno accademico.

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