Manfredi: “Aumentate immatricolazioni al Sud”

Davide Chindamo

Immatricolazioni al Sud aumentate dopo la pandemia? Nonostante il COVID-19 gli atenei meridionali registrano un maggior numero di studenti, che restano nelle loro regioni invece che spostarsi altrove. Cerchiamo di capire perché.

Le proposte del Ministro

Qualche giorno fa, il Ministro Manfredi ha ribadito ancora una volta a “24 Mattina” (Radio 24) le modalità della ripartenza. “(Le Università, ndr) iniziano con un sistema misto” ha affermato l’ex Rettore della Federico II di Napoli “con una parte degli studenti seguiranno in presenza (essenzialmente le matricole) e gli altri ruoteranno con la possibilità di poter scegliere le modalità che preferiscono tra presenza e distanza”.

“Immatricolazioni al Sud aumentate del 5-10%”

Sempre a Radio 24, Manfredi ha spiegato come questa soluzione abbia incentivato l’aumento delle immatricolazioni al Sud. Infatti, “alcuni giovani che prima cambiavano regione, ora tentano di restare di più nella regione di appartenenza”. Forse per tutelarsi da un nuovo boom di contagi al Nord? Di certo la paura di un nuovo lockdown ha indotto molti studenti a restare vicino casa: il terrore di un altro barricamento tra regioni non ha assolutamente favorito spostamenti o partenze.

La scelta di non lasciare la propria regione ha favorito l’economia meridionale. Nel 2018, l’Associazione per lo Sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ) ha ravvisato che su 685.000 studenti meridionali iscritti all’anno accademico 2016/17, 175.000 studiava nel Centro-Nord. Questo esodo ha fatto perdere al Sud 3 miliardi di euro.

La risposta al leader della Lega: “Salvini è in campagna elettorale. 15 miliardi per giovani e ricerca”

Non sono mancate le polemiche. Oltre alle immatricolazioni e alle proposte ministeriali, Manfredi ha risposto agli attacchi di Matteo Salvini.
“Il senatore Salvini non è bene informato di quello che succede nelle Università italiane e nel mondo della ricerca italiana. Sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto” ha risposto orgogliosamente il ministro, dopo l’accusa del leader leghista che lo aveva definito “un ectoplasma”.

Il ministro Manfredi ha concluso facendo riferimento al Recovery Fund e ai 15 miliardi destinati a Università e Ricerca: “Noi dobbiamo investire in educazione, formazione e ricerca, e cercare di portare l’Italia agli standard europei. Dobbiamo investire sui giovani – ha concluso Manfredi – solo così possiamo ripartire”.

Sicuramente starete dicendo: “Solite frasi fatte”. Perché alla fine la volontà di scommettere sui giovani e sulla ricerca è una pantomima che dura da sempre. Ma siamo ottimisti (per ora), e speriamo che questa volta sia la volta buona.

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