Materie prime ricavate dagli scarti, il progetto dell’UNIBS

Marta Buiatti

L’Università degli studi di Brescia è riuscita a trovare una delle tecnologie più promettenti e sostenibili per ricavare materie prime dagli scarti. Il merito della scoperta va al laboratorio di chimica per le tecnologie, guidato dalla professoressa Elza Bontempi.

Il brevetto presentato dal laboratorio si è aggiudicato la vittoria nella SusCritMOOC business idea competition on Critical Raw Materials. Si tratta di una competizione organizzata da EIT RawMaterials, consorzio europeo di eccellenze nel campo delle materie prime.

Materie prime dagli scarti

Il progetto si basa sull’estrazione carbotermica a microonde a bassa energia di materie prime critiche. Ha mostrato ottimi risultati sul recupero del fosforo da scarti di biomasse come la pollina, che si ottiene dal reciclaggio per il trattamento delle deiezioni degli allevamenti avicoli, e le ceneri dei fanghi di depurazione. In queste ultime si concentra oltre l’80% del fosforo scaricato nelle acque di rifiuto urbane. Dalle batterie al litio esauste, invece, si possono estrarre materiali preziosi come litio e cobalto.

Si tratta di materie prime molto importanti dal punto di vista economico. Stanno alla base della tecnologia moderna ma l’approvvigionamento è sempre più difficile e rischioso. Per questo motivo trovare il modo per ricavarle dagli scarti è una soluzione interessante oltre che utile. La domanda di questi materiali è destinata a crescere e l’offerta si concentra al di fuori dell’UE, soprattutto in Cina, Turchia, Sud Africa e Congo. Riuscire a estrarre queste materie apre quindi degli scenari interessanti per il futuro.

Il brevetto

Il progetto è stato presentato dal team dell’Università statale di Brescia con il consorzio interuniversitario INSTM, e in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il brevetto, rinominato “Metodo di recupero di materiali da rifiuti o scarti tramite processo carbotermico migliorato”, ha conquistato la vittoria dimostrandosi una tecnologia promettente.

Elza Bontempi, una delle autrici, assieme a Laura Eleonora Depero, Ario Fahimi e Patrizia Frontera, ha affermato:

Siamo orgogliosi di questo risultato: si tratta di un importante riconoscimento per una tecnologia sviluppata in ambito di economia circolare e testimonia l’impegno costante della nostra Università nel campo delle tematiche individuate dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), in particolare riguardo a rivoluzione green e transizione ecologica.

Questo brevetto dimostra l’impegno verso la Rivoluzione Verde e la Transizione Ecologica. Ponendosi come tecnologia sostenibile per un futuro sempre più legato all’economia circolare.

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