Mediazione linguistica: ecco cosa succede

“Aggiungi un posto a tavola [che siamo 700 e più]”, non faceva così no? Non proprio. E non c’è niente su cui scherzare. Perché il 23 settembre le matricole di Mediazione Linguistica hanno avuto un’anticipazione dei disagi che avrebbero dovuto affrontare. Classi sovraffollate, lezioni in tarda serata e soprattutto l’indifferenza dell’amministrazione universitaria. Dai 700 previsti il 23 erano in 1600. Il casus belli? Il ricorso vinto dall’UDU (Unione Degli Universitari) lo scorso maggio.

Abbiamo contattato Guido, studente di mediazione linguistica del secondo anno e Responsabile Numero Chiuso per l’UDU. 

Mediazione da mediare

Perché questo ricorso al Tar?

L’UDU come associazione ha combattuto sempre contro il numero chiuso perché è una violazione del diritto allo studio. Ci appelliamo all’articolo 3 della costituzione che assicura la parità sociale di tutti gli italiani. Per noi il numero chiuso non dovrebbe esistere. Inoltre critichiamo come viene usato, in maniera spropositata e sbagliata. Spesso viene messo per evitare problematiche e mantenere i numeri stabili, invece di provvedere alla domanda crescente di studenti che vuole studiare si impone un limite per mantenere i numeri stabili e organizzare l’università sempre allo stesso modo. Inoltre per applicare il numero chiuso c’è una legge (264/99, nda): i corsi che non rientrano tra le caratteristiche citate non possono averlo. Ma le università se ne infischiano, anche per l’indugio degli studenti. Noi come UDU abbiamo iniziato la battaglia contro il numero chiuso qualche anno fa quando hanno provato a inserirlo nelle facoltà umanistiche. 

Il ricorso per Mediazione linguistica è stato presentato a luglio-agosto del 2018. Già a maggio dello stesso anno avevamo avvertito l’amministrazione che volevamo proseguire su questa strada e ci era stato risposto che “il numero chiuso è necessario”. Noi siamo andati avanti comunque, anche con il cambio di amministrazione, perché a Mediazione linguistica si aggiungeva un’altra cosa che rendeva il tutto più grave, ovvero il metodo di accesso: il voto di maturità. Un metodo barbaro, per tutte le dinamiche e situazioni che si possono generare in istituti e regioni diverse per cinque anni. 

Il Tar vi ha dato ragione lo scorso maggio. Come mai la Statale con tutti questi mesi di tempo è arrivata impreparata all’inaugurazione dell’anno accademico?

La legge è chiara. L’università ha avuto più di un anno per organizzarsi, sapevano che avrebbe perso. Dimostrando quanto è negativo il numero aperto l’università si sentirà più giustificata a metterlo chiuso. Se fanno soffrire gli studenti, gli stessi si lamenteranno di meno quando il numero chiuso sarà reintrodotto. C’è un’intenzione a non investire, così si può continuare con la politica mantenuta per quindici anni.

Hanno sospeso i laboratori come riferito dal Corriere?

No, non è vero. I laboratori partono sempre intorno al 30 di settembre e infatti sono partiti in questa settimana (la prima di Ottobre, nda)

Come organizzazione? Ci saranno lezioni anche in tarda serata?

Si aggiungeranno delle lezioni solo per il primo anno che potranno andare avanti fino alle 20:30, tendenzialmente alle 20 giocando con i quarti d’ora accademici. Potrebbero esserci anche il sabato mattina. Ma tutto questo non è ancora sicuro perché c’è una politica forte della Statale riguardo i numeri, definitivi solo al termine delle immatricolazioni: il 15 ottobre. Adesso il corso di inglese ha aperto un altro scaglione per chi volesse seguirlo al serale, dalle 18:30 alle 20:00. Il corso è stato collocato subito dopo la lezione di Cultura inglese per evitare inutili e pesanti spostamenti in giorni diversi. 

L’UDU cosa sta facendo per risolvere queste problematiche?

Siamo andati a parlare con il rettore stesso. Ci ha riferito che non c’è molto da fare e non si possono permettere ulteriori investimenti quindi la facoltà stessa dovrà gestirsi il tutto da sola. Cosa per me abominevole perché come UDU abbiamo lanciato altri ricorsi sulla tassazione. Nel bilancio ogni anno c’è un avanzo di circa €50 milioni, li vorremmo vedere investiti nell’università.

I professori stanno facendo un ottimo lavoro cercando di eliminare qualsiasi problematica avanzata dagli studenti. Il problema è l’isolamento che ricevono dall’amministrazione. 

Una soluzione ottima prevederebbe un accorpamento con il corso di Lingue che dopo l’apertura del numero chiuso a Mediazione ha perso tantissimi studenti. Se si facesse un cambio di sedi portando Lingue vicino a Mediazione e i corsi numerosi di Lingue (Inglese e Spagnolo) si tenessero insieme tra le due facoltà, il problema del sovraffollamento sarebbe risolto. Ma Mediazione sta a Sesto mentre Lingue nella sede di Sant’Alessandro e Santa Sofia. Noi abbiamo provato ad avanzare questa proposta ma ci hanno risposto che nessuno si vuole spostare. 

Le classi per ora sono sovraffollate ma il problema si sta risolvendo con l’apertura di più scaglioni.

Per gli studenti del II e III anno non cambia niente perché non condividono praticamente nessun corso con quelli del I. L’unico che potrebbe essere condiviso è una Cultura.

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