Mutui prima casa, nuove agevolazioni per i giovani

Giacomo Marini

Il premier Mario Draghi, in un discorso alla Camera dei Deputati, ha annunciato che lo Stato farà da garante per i mutui degli under 35.

Questo permetterà ai giovani di ottenere mutui pari al 100% del valore dell’immobile, senza anticipi.

Gli sgravi fiscali

Il 26 aprile, durante la presentazione alla Camera del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), Draghi ha parlato di giovani e di come saranno spesi una parte degli oltre 200 miliardi destinati all’Italia.

I dettagli non sono ancora noti, ma l’idea del premier è quella di agevolare per i giovani l’acquisto della prima casa, intervenendo sui mutui.

La misura

In un decreto di imminente approvazione sono previste altre risorse per aiutare i giovani a contrarre mutui per acquistare una casa, ma sarà possibile non pagare un anticipo grazie a una garanzia statale appositamente rivolta ai giovani“.

Il provvedimento potrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri già la prossima settimana, all’interno del decreto sulle imprese. La misura prevedrebbe il rifinanziamento del Fondo di garanzia per i mutui per l’acquisto e ristrutturazione prima casa, introdotto nel 2014. Questo fondo è destinato soprattutto a under 35 titolari di lavoro atipico e giovani coppie. Offre garanzie statali, nella misura del 50% della quota capitale, ai mutui di un importo massimo di 250mila euro erogati per l’acquisto o la ristrutturazione. L’obiettivo sarebbe quindi quello di portare questa percentuale al 100%, sperando di rilanciare l’acquisto di nuove abitazioni da parte dei giovani.

Cosa dicono i dati

La volontà del Governo di investire sui giovani è ormai nota. Draghi ha detto inoltre di voler aiutare “i giovani a mettere su famiglia“. L’acquisto della prima casa è ormai un lusso che in pochi possono permettersi.

Secondo uno studio di Ener2crowd, che ha analizzato alcune serie storiche relative a prezzi delle case, costo della vita e stipendi: “Nel 1962 un operaio della Fiat con uno stipendio di 50.000 lire al mese, poteva permettersi di acquistare un appartamento in un quartiere residenziale di Roma limitrofo al centro storico, impegnando solo il 50% della propria retribuzione, in 21 anni. Nel 1972 lo stesso operaio ne impiega 19 per acquistare un appartamento di analoghe dimensioni in una zona leggermente più periferica”. Nel 2011, giunti ormai ai massimi dei prezzi del mercato immobiliare in Italia, un italiano lavoratore, a cui la statistica assegna euro 1.600 netti mensili su 12 mensilità, impiega 54 anni ad acquistare quello stesso appartamento. E nel 2020, ai giorni nostri, un giovane con la stessa retribuzione impiegherebbe 41 anni“.

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