No Tax Area e Fondi salva studi: la risposta delle Università al COVID-19

Sabrina Ciamarra

Le Università vanno incontro alle famiglie maggiormente toccate dalle conseguenze economiche del COVID-19 con una riorganizzazione delle No Tax Area e con l’istituzione di nuovi Fondi salva studi. O almeno ci provano.

Torino e No Tax Area

Il ministro dell’Università Gaetano Manfredi ha affermato che ”uno studente su due pagherà meno tasse”. Una promessa importante, che mette gli Atenei di tutta Italia davanti alla necessità di riorganizzare il proprio sistema di tassazione, soprattutto per quanto riguarda la No Tax Area. L’intento di Manfredi è di permettere a tutti gli universitari con reddito inferiore ai 20 mila euro di rientrare in questa fascia. Ma per le singole università non è un traguardo facile.

L’Università di Torino presenta ad oggi una No Tax Area limitata a 13 mila euro. Gli studenti hanno avanzato la proposta di innalzarla ai 23 mila. In questo modo, la percentuale di beneficiari dell’esenzione (momentaneamente pari al 18% degli 80 mila iscritti) si duplicherebbe. Ma non vi è ancora nulla di fatto.

Per quanto riguarda il PoliTo (Politecnico di Torino), il rettore Guido Saracco si presenta scettico alla proposta. Estendere la No Tax Area oltre i 25.500 non convince. Piuttosto, l’Ateneo si pone il problema delle residenze per studenti. Secondo Saracco sarebbe ”meglio costruire nuovi posti letto. Ne mancano migliaia”.

Il Fondo Agostino Gemelli di Unicatt

Ma una modifica alla No Tax Area non è l’unica soluzione. L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha istituito il ‘Fondo Agostino Gemelli per il sostegno agli studenti nell’emergenza sanitaria‘. Come si legge in una lettera del rettore Franco Anelli, il Fondo è rivolto a quelle famiglie che il blocco delle attività produttive e le conseguenze economiche dell’epidemia hanno messo più in ginocchio.

Ma come viene alimentato? Sono possibili ben tre flussi di entrate. Il primo riguarda l’Ateneo: è infatti questo ad aver stanziato una quota iniziale. Il secondo invece è aperto a studenti e a sostenitori esterni, che siano privati, enti o aziende. L’ultimo invece concerne il 5xmille. Il rettore Anelli afferma infatti che ”una parte cospicua dei contributi derivanti dal 5xmille” sarà devoluta al finanziamento del Fondo.

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