Nonostante la fatfobia e la misoginia, sono ancora qui: Paloma Elsesser

Chiara Varricchio

Non chiamatela modella plus sizePaloma Elsesser è un’icona, una top model che sta ridefinendo i canoni estetici e che lotta per una bellezza senza filtri, senza etichette, senza nessun tipo di classificazione. Acclamata come “fashion’s role model”, ha quasi mezzo milione di followers su Instagram. Ma per Elsesser la contraddizione tra l’immagine pubblica e il vero sé è spesso qualcosa che si indaga silenziosamente e si affronta  a porte chiuse.

Il percorso di Paloma Elsesser

Classe 1992, la modella ha subito in prima persona le discriminazioni più disparate. Nata da padre metà cileno e metà svizzero e da madre afroamericana, Paloma è cresciuta a Los Angeles, dove gli standard di bellezza erano a dir poco impietosi. Paloma non si è fatta fermare da chi la ostacolava e ha sempre avuto un obiettivo preciso: voler fare strada nella moda. Non è mai stata sola in questo, la sua famiglia l’ha sempre supportata e sostenuta.

L’identità in evoluzione

In passato, Paloma ha anche spiegato che solo con il passare del tempo ha imparato a volersi bene e ha precisato che c’è una differenza tra amare il proprio corpo e, appunto, volergli bene.

Paloma vede nell’amare il proprio corpo un punto d’arrivo, che non si raggiunge facilmente. Ognuna di noi vede, in sé stessa, qualcosa di sbagliato, qualcosa di migliorabile, qualcosa da cambiare. Il segreto è apprezzare anche ciò che si vuole migliorare.

Crescendo nella cultura occidentalizzata ci viene imposto un certo tipo di bellezza, anzi, un archetipo. Più vai avanti, più ti rendi conto di non somigliargli e comincia a pensare che non ne vali la pena. Ogni volta che qualcosa va storto, è perché non rispondi a questo canone. Ma non è vero. Ecco cosa sto imparando e cosa vorrei trasmettere: che con l’accettazione e la comprensione, con la fiducia l’autostima, tutto il resto è irrilevante.

Paloma Elsesser, WomFashion

Parole che dovremmo ripeterci ogni volta che ci scordiamo di essere gentili con noi stessi.

Donne che ci ispirano e che ci guidano nelle nostre scelte quotidiane, ce ne sono, come lo è Paloma Elsesser per tanti giovani donne. Probabilmente la nostra mente fatica di più a ricordare esempi femminili rispetto a modelli maschili anche a causa della scarso spazio pubblico che viene concesso nelle nostre società alla memoria delle donne. Questa riflessione è alla base del progetto “La Statua Che Non Esiste“.

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