Nuovo Governo: nuovi Ministri per nuove sfide per le Università italiane

Cesare Mastrosanti

Cambiano i Governi ma non variano le prerogative. Finite le discussioni di parte è tempo di rimboccarsi le maniche ed agire, ma chi sono i futuri Ministri di Università e Istruzione? Quali le maggiori sfide da affrontare?

Cosa è successo fino ad ora?

Dopo che il voto delle elezioni del 25 Settembre ha premiato la coalizione guidata da Giorgia Meloni sembrano ormai essere completate anche le spartizioni interne per l’assegnazione dei vari Ministeri. Finite le consultazioni e delineate le ultime nomine il nuovo Governo a guida centro-destra è pronto a insediarsi; tra nuovi arrivati e figure ormai consolidate non mancano le sorprese. Per quanto riguarda i Ministeri di Istruzione e Università, nessuno dei due verrà ricoperto direttamente da un esponente di Fratelli D’Italia. Nel dettaglio, i nuovi Ministri provengono dal gruppo della Lega, per quanto riguarda l’Istruzione, e da Forza Italia per l’Università. Ma chi sono questi Ministri, e quali sono le sfide più importanti che si troveranno ad affrontare?

Un giurista all’Istruzione

Giuseppe Valditara, sessantunenne docente universitario e giurista, sarà il nuovo Ministro dell’Istruzione. Il professore, che può vantare una lunga carriera politica ed un curriculum degno di nota, è uno dei più stimati consiglieri del leader leghista Matteo Salvini. Dopo aver conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, Valditara sviluppa la sua professionalità nel mondo accademico, dove tutt’ora svolge l’attività di professore ordinario di Diritto Romano e Diritti dell’antichità presso l’Università degli Studi di Torino. Parallelamente porta avanti anche una lunga carriera politica che gli permetterà di coprire diverse importantissime cariche nell’ambito dell’istruzione e della ricerca.

Il neo-Ministro, che succederà al collega Patrizio Bianchi, si troverà da subito ad affrontare una pluralità di sfide e problemi cruciali per il rilancio di un settore troppo spesso ignorato e marginalizzato. Tra programmi di studio obsoleti, dotazioni inadeguate, e nuove criticità, come il crescente tasso di abbandono scolastico, la strada sembra essere tutt’altro che in discesa. Sarà dunque importante, ora come non mai, iniziare subito a lavorare bene per invertire questa rotta.

L’Università a Forza Italia

È stato uno dei Ministeri più contesi, tant’è che, fino al momento dell’ufficialità, il nome favorito era completamente diverso. Alla fine però, a spuntarla, è stata Anna Maria Bernini, fedelissima di Silvio Berlusconi. La neo-Ministra, laureatasi in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna porta avanti da oltre trent’anni una carriera da avvocato. Parallelamente può vantare un curriculum nel mondo universitario, come Professoressa di Istituzioni di Diritto Pubblico, e nel mondo politico, essendo presente in Parlamento dal 2008. La Bernini, già Ministra nel 2011 presso il Ministero per le Politiche dell’Unione Europea, è da sempre molto apprezzata per le sue battaglie progressiste ed ideologiche, tanto che diverse volte si è trovata in conflitto con altri membri del suo partito.

Anche per lei, ancor prima dell’insediamento e dei primi atti ufficiali, il numero di grane da risolvere non passa inosservato. Eventi di cui vi abbiamo già parlato, come il sovraffollamento delle aule o il più recente crollo dell’aula magna presso l’Università degli Studi di Cagliari hanno dimostrano ancora una volta quanti danni abbiano portato anni di incuria e tagli. La capacità di riuscire ad ottenere maggiori fondi, e conseguentemente attrarre più ricercatori e docenti, dovrà essere un punto di partenza. Al tempo stesso non si può neanche sottovalutare la necessità di una profonda riforma infrastrutturale, soprattutto per garantire la sicurezza di studenti e personale.

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