Omotransfobia: “Il coronavirus fa esplodere la violenza”

Elisa Belussi

Oggi ricade la Giornata internazionale contro l’omotransfobia, e il tema dei diritti della comunità LGBT+ torna a essere più attuale che mai, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria.

I dati, infatti, non sono affatto positivi.

Con il coronavirus, secondo l’UNAR, sono aumentati “gli episodi di discriminazione e violenza di natura omotransfobica nel contesto familiare”.

Ma anche a scuola e al lavoro le cose non migliorano.

Le discriminazioni tra i banchi di scuola

Secondo Gay Help Line il 10% degli studenti pensa che l’omosessualità sia una malattia, il 34% che sia sbagliata. Il 27% non vorrebbe avere un compagno di banco gay.

Lo studio, effettuate prima della chiusura degli istituti, ha preso in analisi studenti provenienti da 80 scuole, attraverso questionari anonimi con domande a risposta multipla.

Dati che portano alla luce risultati preoccupanti, anche se in linea con quelli nazionali, se si considera il campione preso in esame, costituito da adolescenti.

Anche in famiglia e sul posto di lavoro i dati preoccupano

Sono incrementati del 17% i ricatti e le minacce, per un dato pari al 28%. In Italia dichiararsi LGBT+ può portare a conseguenze sia nell’ambito lavorativo che famigliare, a cui seguono spesso ricatti e minacce.

Il 15% è vittima di Mobbing sul lavoro, per cui le norme antidiscriminatorie fin ora attuate non sono applicabili in caso di discriminazioni di carattere omotransfobico.

Dal punto di vista legislativo

Sebbene in alcuni casi ci si possa appellare ad alcune leggi già esistenti, basti pensare alle disposizioni contro il bullismo e alla legge contro il cyberbullismo, non ci sono vere e proprie tutele per le persone appartenenti alla comunità LGBT+.

A dicembre 2019 è stata avanzata una proposta di legge contro l’omotransfobia, che sarebbe stata poi discussa a marzo, ma è stata bloccata a causa dell’emergenza coronavirus.

Alessandro Zan, attivista per i diritti civili e deputato del PD, ha twittato pochi giorni fa che la proposta di legge contro l’omotransfobia verrà discussa a luglio.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del 17 maggio, ha affermato che “Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana che trovano, invece, specifica tutela nella nostra Costituzione e nell’ordinamento internazionale”.

Parole sostenute anche dalla Senatrice Monica Cirinnà, da sempre vicina alla comunità LGBT+, che ha scritto su Twitter che “l’Italia riparte anche da qui”.

E anche Conte, su Instagram, ha ribadito l’importanza di una legge contro l’omofobia, specificando che “la violenza è un problema culturale e una responsabilità sociale”.

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