Omotransfobia, la situazione nelle scuole

Giorgia Fossati

Negli ultimi mesi si è parlato spesso di omotransfobia, anche a causa del ddl Zan, che sta dividendo l’opinione pubblica.
La proposta di legge, già approvata alla Camera e in attesa di discussione al Senato, si pone contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo.
Ma cosa sappiamo della situazione tra i più giovani? Ecco alcuni dati.

Omotransfobia: mancano i dati

Un primo problema è la mancanza di documentazione.
Le ricerche in merito all’omotransfobia nelle scuole sono poche e datate.
Uno degli ultimi report risale al 2010. Si tratta di una ricerca di Arcigay sul bullismo omotrasfobico nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Nell’ultima ricerca Istat sul bullismo (2014) la questione non viene presa in considerazione.
Alla ricerca promossa nel 2020 dalla Regione Umbria solo il 20% delle 127 scuole sul territorio ha aderito.
La metà degli istituti ha esplicitamente rifiutato.

La situazione è preoccupante

Dal report di Arcigay del 2010 emerge già una situazione allarmante.
L’80% degli studenti ha dichiarato di aver sentito insulti omotransfobici a scuola.

Oltre il 40% ha assistito ad atti di bullismo verso persone che sembravano non corrispondere caratterialmente al loro genere di nascita.
 Nell’indagine del 2018 “Gli italiani e le discriminazioni”, il 40,3% delle persone LGBTQIA+ afferma di aver subito discriminazioni: il 24% di queste a scuola o in Università.

Omotransfobia: il report della regione Umbria

Dalla ricerca pubblicata nel 2020 dalla Regione Umbria la situazione rimane preoccupante.
Su oltre 1300 studenti e studentesse intervistati risulta che circa 2 studenti su 10 subiscono atti di bullismo per il loro orientamento sessuale, reale o presunto, o per come esprimono la propria identità di genere. Questo tipo di atteggiamenti sembra colpire in particolare i maschi.
Un ragazzo su 10 è vittima di molestie fisiche o aggressioni, 1 su 15 viene insultato ripetutamente e 1 su 20 subisce aggressioni frequenti.

La situazione in merito all’omotransfobia tra i più giovani in Italia risulta preoccupante.
Il 17 maggio sarà la Giornata Internazionale contro l’omotransfobia, riconosciuta dal 2004 da Unione Europea e Nazioni Unite.

Giornata che il ddl Zan vorrebbe istituire per promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione, anche attraverso l’inserimento nell’offerta formativa di attività che informino gli studenti sulle discriminazioni fondate sulla disabilità, il genere, l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

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