Oxford vegetariana, gli studenti per la sostenibilità

Elisa Belussi

Secondo gli studenti dell’Università di Oxford, tutti possiamo contribuire nella lotta al cambiamento climatico, adottando, ad esempio, una dieta vegetariana.

L’Unione studentesca della prestigiosa Università ha approvato una mozione che vieta la distribuzione di carne bovina e di agnello nei punti di ristorazione dell’ateneo.

Una mozione in linea con gli obiettivi universitari del 2030

L’Università di Oxford prevede un piano sulla riduzione delle emissioni che punta all’azzeramento delle emissioni nette entro il 2030, ma non solo. Fondamentale è anche la trasmissione di una cultura sostenibile, per questo motivo è in programma un ampliamento della proposta formativa sulle tematiche ambientali.

Secondo gli studenti l’Università non sta facendo abbastanza per rispettare i suoi obietti, e la riduzione della distribuzione e del consumo di carne potrebbe essere un passo avanti verso un futuro più ecosostenibile.

I prodotti a base di carne bovina e di agnello “non sono necessari per la sopravvivenza umana”, affermano gli studenti, e possono essere tranquillamente sostituiti con prodotti di origine vegetale.

Il ruolo centrale della scelta vegetariana per l’Università di Oxford

Una Oxford vegetariana piacerebbe agli studenti e influenzerebbe l’adozione di comportamenti simili, considerato il prestigio di cui l’Università è rivestita.

Secondo gli studenti l’adozione di una dieta quanto più possibile a base vegetale, a basso impatto ambientale, non solo gioverà al singolo ateneo, ma sarà anche un esempio per altre realtà universitarie attente al dibattito ambientale.

Nel Regno Unito sono già state adottate iniziative simili nei campus della Goldsmiths University of London e di Cambridge. Le Università hanno vietato la distribuzione di carne nei loro bar e mense, oppure l’hanno limitata. Come nel caso della Bristol University, che ha introdotto i Meat Free Mondays.

L’industria della carne e il suo impatto sull’ambiente

Dati noti quelli che riguardano il settore della produzione e della distribuzione di prodotti alimentari di origine animale. Gli esperti lanciano l’allarme ormai da anni, focalizzandosi su diversi aspetti. Tra questi l’impatto sugli animali, sul suolo e i diritti dei lavoratori.

Secondo Our World in Data la metà della terra abitabile del mondo viene utilizzata per l’agricoltura, e il cibo è responsabile di oltre un quarto delle emissioni globali di gas serra.

Negli ultimi cinquant’anni la produzione di carne è quadruplicata, e quella di manzo e agnello è la più inquinante. Al primo posto il consumo di carne di suino, seguita da pollame, manzo e ovino, per un totale di 80 miliardi di animali macellati all’anno.

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