Pnrr: l’esame di laurea sarà abilitante

Greta Maggi

Tra gli investimenti ed obiettivi a lungo termine, ideati e valutati per aree specifiche, il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) annuncia una vera e propria trasformazione per il mondo universitario e delle professioni. Per i corsi di laurea indicati, in ambito medico e tecnico-professionale, non servirà più l’esame di Stato, ma sarà sufficiente l’esame di laurea per iniziare ad esercitare la professione. 

La riforma del Recovery Plan

Alla fine di trattative, bozze, e un Consiglio dei ministri posticipato più volte, il Governo è arrivato ad un’intesa sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, da consegnare alla Commissione Europea entro il 30 aprile. Il documento è decisamente un grande strumento di sviluppo italiano. I finanziamenti totali previsti per l’Italia, di cui se ne spiega l’impiego, ammontano a 222,36 miliardi di euro. Di questi, 191,5 miliardi di euro arrivano dal Recovery Fund e 53,2 miliardi da risorse interne, e saranno da spendere entro il 2026. Nelle 318 pagine di testo vi sono perciò importanti riforme, specialmente in aree di amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza.

Tra le altre ambiziose riforme trova spazio anche la proposta sopra citata, che consiste in una totale rivoluzione per il mondo delle professioni“La riforma prevede la semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rendendo l’esame di laurea coincidente con l’esame di Stato, con ciò semplificando e velocizzando l’accesso al mondo del lavoro da parte dei laureati”.

Quali sono corsi di laurea professionalizzanti?

Il provvedimento a lauree abilitanti è frutto di un disegno di legge presentato dal Ministro Gaetano Manfredi ed approvato dal Governo Conte lo scorso ottobre. Questo prevede che 16 lauree, facenti parte dell’area medica e tecnico-professionale diventino abilitanti. Si legge infatti che in ambito medico avranno l’abilitazione ad esercitare la professione coloro che terminano lauree magistrali in Odontoiatria, Medicina Veterinaria, Farmacia e Psicologia. In ambito tecnico, invece, si trovano lauree professionalizzanti per edilizia e territorio, tecniche agrarie, alimentari e forestali, e tecniche industriali. 

Oltre a ciò, il nuovo modello annuncia la possibilità di rendere abilitanti altri titoli universitari che prevendono l’accesso ad esami di Stato su richiesta di consigli degli ordini o collegi professionali o ancora federazioni nazionali. Un sospiro di sollievo e, finalmente, una riduzione della burocrazia anche in questo settore, come avverrà in molti altri campi di lavoro. 

Le altre riforme in ambito formazione

Per la formazione della nuova generazione sarà destinato il 17% del totale del Pnrr, ovvero 31,9 miliardi di euro. Questi sono finalizzati a rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e Stem, la ricerca e il trasferimento tecnologico.” Gli interventi citati nel progetto fanno anche ben sperare: un aumento dell’offerta di posti di asili nidi (228 mila), ristrutturazione delle mense scolastiche di circa mille scuole – per promuovere il tempo pieno a scuola e riuscire così ad essere di maggior sostegno alle famiglie – e la costruzione/ristrutturazione di circa 900 edifici, che saranno utilizzati come strutture sportive. 

Inoltre, è segnalato anche un potenziamento di istituti tecnici e una scuola di alta formazione che sarà obbligatoria per docenti, dirigenti e amministrazione. La Scuola svolgerà la funzione di indirizzamento e coordinamento di tante attività formative per il personale scolastico.

Il tutto è un ambizioso impegno verso il mondo scolastico e la collocazione dei giovani nel mercato del lavoro. Le parole chiave sono sicuramente due: semplificazione e velocizzazione. Con una riforma di questo tipo, difatti, i laureati delle facoltà menzionate precedentemente entreranno nel mercato del lavoro ben nove mesi prima. Una trasformazione e un pò di spensieratezza per molti studenti universitari.

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