Gli aspiranti psicologi aumentano: ecco cosa li aspetta

Alice De Luca

È innegabile che tra i tanti effetti che la pandemia ha avuto su di noi ci sia anche un’importante ricaduta psicologica. Quarantene e restrizioni non ci hanno resi solo più pigri, ma sono anche state fonti di paura, angoscia, stress e solitudine. Una situazione non rosea, che secondo gli esperti continuerà a pesare su di noi anche dopo un eventuale ritorno alla normalità.

La buona notizia

A consolarci c’è il fatto che non saremo soli: un esercito di psicologi si sta infatti profilando all’orizzonte e sembra sempre più folto. Lo dimostrano i dati che confermano il trend, già da alcuni anni crescente, delle iscrizioni alla facoltà di Psicologia. Un boom che il numero chiuso non rende apprezzabile in termini assoluti, ma che diventa evidente se si considera l’aumento delle aspiranti matricole che si sottopongono al processo di selezione.

I numeri degli aspiranti psicologi

Nell’Università Bicocca di Milano, a fronte di 500 posti messi a disposizione e dei 4.246 candidati del 2019, si sono presentati nel 2020 ben 6.093 aspiranti studenti, con un aumento del 43,5 %. Anche nei corsi di laurea magistrale l’affluenza è stata maggiore del 10% rispetto al 2019, che registrava 488 iscritti contro i 535 del 2020. 

L’Università di Catania ha aumentato il numero di posti a disposizione, da 250 a 350. Con l’offerta è cresciuta anche la domanda: un incremento del 38,3% che ha portato i candidati dai 1.433 del 2019 ai 1982 dell’ultimo anno.

Anche l’interateneo dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università di Parma si adegua al trend: le 1.042 domande a fronte delle 762 dell’anno prima generano un aumento in percentuale del 36,7 %.

Altre conferme arrivano dall’Università di Firenze e da quella del Salento, che registrano un aumento rispettivamente dell’11,7% e del 6,3%. Segue Bari con il 2,6% e Trento col 2%.

Le cause del boom

È Loris Vezzali, presidente del corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche psicologiche dell’Unimore (Modena e Reggio), a suggerire le possibili cause di questo incremento. Una di queste potrebbe essere l’ampia varietà di impiego dello psicologo, che sta diventando una figura sempre più fondamentale nelle realtà scolastiche e aziendali, ad esempio. Ma non è da escludere, afferma il professore, che anche la situazione che stiamo vivendo abbia influenzato le scelte dei neodiplomati.

Il futuro degli psicologi

Anche Fabio Lucidi, presidente della facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza di Roma, prospetta un futuro florido per la professione. La psicologia si è evoluta negli ultimi anni legandosi fortemente alle nuove tecnologie, e si sviluppa in sempre più ambiti: nel lavoro, nello sport, nella scuola, nella comunicazione, nel marketing, negli ospedali, nell’economia.

Una prospettiva incoraggiante che arriva proprio alla vigilia di una tappa decisiva per la facoltà di Psicologia che nel 2021 compirà cinquant’anni dalla prima istituzione in Italia, a Roma e a Padova. Un corso di laurea che quindi invecchia, ma che mai come in questi tempi risulta attuale.

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