Rapporto Almalaurea 2022: scarsa fiducia nelle Università e nelle imprese

Manlio Adone Pistolesi

Come ogni anno il Rapporto AlmaLaurea descrive l’appena trascorso anno accademico per comprendere quale sia l’indirizzo del mondo universitario e del lavoro.

Il XXIV Rapporto, presentato lo scorso 16 giugno, delinea un quadro con luci e ombre, come sottolinea il Presidente Ivano Dionigi.

La presentazione si è svolta presso l’Università Alma Mater di Bologna con il patrocinio della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

L’indagine è stata condotta su 77 Atenei.

Università e lavoro

Innanzitutto, il Rapporto AlmaLaurea prospetta un miglioramento del tasso occupazionale a un anno dalla conclusione del percorso accademico. Infatti, tenendo come riferimento il 2019, il valore aumenta di 2,9 punti percentuali per i laureati magistrali e di 0,4 punti per i laureati triennali. Inoltre, in aumento risultano le retribuzioni: questa volta per i primi del 7,7% e per i secondi del 9,1 %. Ciononostante, i principali contratti firmati dai neo-laureati consistono in contratti a tempo determinato che non consentono ai giovani di avere quella stabilità e progettualità caratteristiche delle passate generazioni.

Per quanto riguarda il 2021, a un anno dalla laurea gli occupati rappresentano il 74,5% per le lauree triennali e il 74,6% per le lauree magistrali. Il 40% di questi è sotto un contratto a tempo determinato (pratica in aumento rispetto al 2019). Circa il 66% di chi lavora ritieni il proprio titolo “molto efficace” o “efficace”.

Tra la popolazione universitaria una grossa fetta (il 38,9% dei laureati magistrali biennali) si sposta in una provincia non limitrofa per completare il percorso accademico triennale.

Svolgere un tirocinio curriculare aumenta la probabilità occupazionale: 7,6% in più. Invece, l’esperienza all’estero premia con un incremento del 15,4%.

Seppure circa il 90% dei laureati si ritenga soddisfatto del suo corso di studi, meno della metà esprime un’elevata fiducia nell’Università e nelle imprese. Fiducia ancora minore nelle istituzioni, mentre le speranze incoronano la tecnologia.

La Ministra Messa commenta così i dati:

Ciò che, poi, ancora una volta, emerge è la bassa valorizzazione della laurea sul mercato del lavoro: su questo solo interventi di sistema potranno realmente incidere, oltre a un cambio culturale dell’intera società

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