Roma, in piazza per il voto fuorisede

Maria Laura Campolo

Il voto dei fuorisede è un fantasma che si aggira per le aule di Montecitorio e fa capolino solo in occasione delle tornate elettorali. Affinché non sia più così, il Collettivo Peppe Valarioti e altre associazioni hanno indetto un sit-in a Roma per portare la questione dinnanzi all’opinione pubblica.

Quanti sono i fuorisede in Italia?

Secondo l’Osservatorio Talents Venture, nell’anno accademico 2017-2018, il 27,4% degli studenti iscritti frequentava un corso di laurea in una regione diversa da quella di residenza. Dal 2013/2014 la quota degli studenti emigrati in un’altra regione era al 24,5%, cui è seguito un tasso di crescita medio annuo del 2,7%. Tuttavia bisogna considerare che i fuorisede non sono solo studenti ma anche lavoratori per cui i numeri crescono vertiginosamente. La condizione di fuorisede costituisce un ostacolo per il pieno esercizio del diritto di voto. Ricordiamo infatti che in Italia non è possibile votare all’infuori del proprio comune di residenza, fatta eccezione per determinate categorie di cittadini. Quella del diritto di voto degli studenti fuorisede è una questione spinosa considerando che numerose sono le iniziative in campo ma quasi inesistenti i risultati raggiunti. Per questo motivo le verie associazioni hanno deciso di scendere in piazza.

La prima manifestazione per il voto dei fuorisede

A Roma, il 20 ottobre si terrà la prima manifestazione per il voto dei fuorisede. L’appuntamento, della durata di circa un’ora, è fissato alle ore 17:30 a Piazza Santi Apostoli e vedrà il coinvolgimento di numerose personalità del mondo dell’associazionismo e della politica. L’evento, guidato dal Collettivo Peppe Valarioti, si compone di due parti: uno Speaker’s Corner e un Flash Mob. Lo Speaker’s Corner vedrà la partecipazione dell’On. Brescia, Presidente della I Commissione Affari Costituzionali e relatore del provvedimento che prevede la sperimentazione del voto elettronico.

Al deputato si aggiungono altre personalità tra cui l’On. Corradino Mineo, esponenti del CNSU e CNG, rispettivamente Consiglio Nazionale degli studenti universitari e Consiglio Nazionale dei giovani e l’ONG Voters without Borders. Tra gli invitati compaiono anche gli On. Antonio Viscomi e Chiara Gribaudio del PD, gli On. Massimo Ungaro e Gelsomina Vono di Italia Viva, Riccardo Nencini, presidente del Partito Socialista Italiano e molti altri ancora.

Invece il Flash mob vedrà protagonisti i partecipanti al sit-in. Coloro che si recheranno in presenza potranno indicare nome, cognome e luogo di residenza in un registro che rappresenta simbolicamente il registro dell’anagrafe mentre chi non potrà essere presente alla partecipazione potrà inviare i dati tramite i vari canali social. La riga in cui sono scritti i dati verrà sbarrata a simboleggiare il fatto che essere iscritti alle liste elettorali non conta perché la condizione di fuorisede non permette di esercitare pienamente il diritto al voto.

ll sit-in non è solo un modo per accelerare i tempi, ma innanzitutto un modo per rilanciare il nostro impegno affinché questa questione acquisisca un’importanza costante e non solo a ridosso delle elezioni afferma Giorgia Sorrentino, co-fondatrice del Collettivo.

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