Sapienza in stand-by a causa di un guasto informatico

Maria Laura Campolo

L’Università La Sapienza di Roma è costretta a fermare le sue attività a causa di un guasto informatico. L’Ateneo ha sospeso lezioni, sedute di laurea ed esami di profitto per tutta la giornata del 22 e del 23 gennaio.

L’Università risponde tempestivamente

Il guasto tecnico è stato provocato da un incendio e lo stesso Ateneo rassicura “che i disservizi non sono stati causati da alcun attacco di sicurezza informatica né tentativo di accesso ai dati della Sapienza”.

Nella giornata di ieri la Rettrice dell’Università La Sapienza Antonella Polimeni ha informato tempestivamente la comunità universitaria. In un messaggio ha spiegato che “si ritiene opportuno sospendere per venerdì 22 gennaio 2021 le lezioni, le sedute di laurea e gli esami di profitto che prevedono l’utilizzo di tali servizi. Sono inoltre prorogate le scadenza di prenotazione agli esami di profitto e alle sessioni di laurea”. L’indisponibilità dei servizi si protrarrà anche oggi 23 gennaio 2021. Nel frattempo, l’Ateneo avrà premura di informare gli studenti circa il ripristino dei servizi informatici. I tecnici lavorano h24 per risolvere i danni arrecati al sistema.

Paolo Brescia, segretario dell’associazione studentesca Sapienza in movimento, rispondendo alle nostre domande ha voluto sottolineare quanto sia stato decisivo il ruolo dei rappresentanti.

Il guasto tecnico ha colpito la comunità della Sapienza in un periodo storico delicato, quanto ha inciso il vostro ruolo nell’informare e tranquillizzare gli studenti?

“Il guasto informatico ci ha colto di sorpresa in un momento in cui le nostre attività sono prevalentemente svolte a distanza. È stato complicato capire la portata del problema sul momento e poi gestire la comunicazione agli studenti che lamentavano una vasta gamma di problemi e disagi. Il nostro ruolo è sicuramente importante perché noi accompagniamo gli studenti ‘da studenti’ quindi chi ci scrive sa che quello che gli diciamo non sarà mai freddo o distante”.

In futuro la DaD potrà rappresentare una risorsa aggiuntiva all’attività universitaria o sarà abbandonata dopo l’emergenza pandemica?

La DaD è stata utilissima per mandare avanti la missione formativa dell’Università ma la vocazione primaria della Sapienza è quella alla formazione presenziale. Comunque l’Ateneo è impegnato a capire in che termini salvaguardare gli aspetti positivi di questa esperienza pandemica. Però, ancora siamo pienamente dentro la tempesta”.

Università sempre più digitalizzate

La vicenda dimostra come le Università dipendano sempre più da servizi informatici. Questi ultimi sono diventati essenziali per lo svolgimento dell’attività universitaria in tempo di COVID-19. Tuttavia, la DaD non può e non deve costituire la soluzione all’emergenza sanitaria. Gli studenti italiani chiedono a gran voce di tornare e ri-abitare quei luoghi dove si costruisce il futuro della società.

Intanto, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, assicura la ripartenza delle Università attraverso la modalità mista, con presenza in aula al 50% . Tuttavia, il Ministro sottolinea che “ci sarà una valutazione con i comitati regionali perché l’Università impatta molto sul sistema dei trasporti”. Allora non resta che aspettare la fine della sessione invernale e (forse) le Università ritorneranno a pullulare di studenti.

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