SARS-CoV2: frontiere della ricerca

Sofia Gigliotti

Il Covid-19 ha portato cambiamenti, dolore, isolamento, scontri per le differenti visioni di politici e di cittadini. Ma ha anche influenzato l’innovazione scientifica.

Oggi, a causa delle fake news, è difficile filtrare adeguatamente le notizie corrette. Proprio per questo la Professoressa Valeria Poli ha messo a punto, in collaborazione con Zanichelli, la piattaforma “SARS-CoV2: frontiere della ricerca“. Questa riporta i dati scientifici e oggettivi sul virus, sui vaccini sviluppati e sulla tecnologia usata dai tamponi.

Valeria Poli

Laureatasi in Scienze biologiche presso l’Università di Torino, ha poi studiato presso l’EMBL (European Molecular Biology Laboratory) e presso la Columbia University.

Nel 1992 è tornata in Italia, all’Istituto di Ricerche di Biologia Molecolare (IRBM) di Roma. Nello stesso anno ha conseguito il PhD in “Scienze biologiche: basi cellulari e molecolari “. Oggi insegna biologia molecolare presso l’Università di Torino.

E’ la presidente della SIBBM (Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare), un’organizzazione no-profit nata nel 1965 con lo scopo di promuovere la ricerca nel campo della biologia molecolare e della biofisica. Tali discipline scientifiche sono risultate importanti per lo studio del genoma del SARS-CoV2.

SARS-CoV2: frontiere della ricerca

La Professoressa ha risposto ad alcune nostre domande sulla piattaforma “SARS-CoV2: frontiere della ricerca“.

Come è nato il progetto?

«Il progetto è nato dalla volontà di mettere la nostra conoscenza al servizio di una comunicazione scientifica seria ma accessibile, e dall’entusiasmo in noi suscitato dalla rapidità dei progressi della ricerca sul Covid, in gran parte dovuti alle conoscenze scaturite dalla biologia molecolare, e alla realizzazione dei vaccini a mRNA in soli 10 mesi.

Noi scienziati abbiamo il dovere morale di impegnarci per rendere più comprensibili i problemi scientifici ai cittadini e migliorare la loro partecipazione alla conoscenza».

Perché si chiama “frontiere della ricerca”?

«Il nome deriva dall’innovazione scientifica che ha portato questo virus e dalla nostra volontà di tenere continuamente aggiornata la piattaforma. Il virus infatti può mutare, così come giorno dopo giorno si possono scoprire nuove cose. E’ quindi nostra premura stare al passo con tutte le novità per riportarle in modo oggettivo sul sito».

Quanto sono stati sorprendenti i progressi della scienza?

«La rapidità dei progressi è stata incredibile, grazie anche alle pregresse conoscenze. Infatti in poche settimane è stato possibile riconoscere la tipologia di virus, la sua struttura, il suo ciclo vitale. Tutto questo anche grazie al background tecnologico, e proprio per questo è importante investire sempre nella scienza senza dover per forza aspettare un’emergenza.

Inoltre ha portato un progresso per quanto riguarda la diffusione dei dati. Infatti c’è stata una maggiore collaborazione tra gli scienziati, che hanno cominciato a rendere pubbliche le loro conoscenze per poter confrontare le scoperte fatte e permettere un’autopurificazione veloce da tutti gli errori».

Cosa pensa del vaccino?

«Questo è il primo vaccino basato su RNA messaggero. La caratteristica principale è la sua flessibilità. Infatti, in caso si sviluppasse una variante del virus con proteine differenti, nel giro di poco tempo saremmo in grado di sostituire la sequenza dell’mRNA per produrre un nuovo vaccino.

Tutto questo grazie anche a 40 anni di lavoro che hanno permesso di stabilizzare l’mRNA che di per sé è altamente instabile. Quindi è un vaccino sorprendente che da alla scienza l’importanza che merita».

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