Sorda, laureata e felice: la storia di Chiara Bucello

Giorgia Fossati

Chiara Bucello ha 27 anni, è nata e cresciuta in Sicilia, terra che ama e che non vuole lasciare. Dopo il liceo artistico prosegue gli studi all’Accademia delle Belle Arti di Catania. Ora è laureata in Graphic Design e specializzata in Grafica Editoriale. Chiara è anche nata sorda.
Da qualche mese racconta tramite i social cosa sia la sordità. Lo fa con l’ironia e la simpatia che la caratterizzano.

“Ho deciso di aprirmi per fare in modo che le persone capiscano che la mia disabilità non deve creare né disagio né compassione. Agli altri chiedo solo un comportamento normale.” scrive Chiara sul suo profilo Instagram.

Il profilo

I suoi video sono ironici ma evidenziano l’ignoranza sul tema. Di sordità non si parla mai, ma “noi sordi siamo tantissimi” dice Chiara.
“La mia sordità è stata un nemico per tanto tempo. Cercavo di nasconderla. Ora è mia amica”.
Dall’inizio della pandemia l’utilizzo della mascherina è stato problematico. Chiara non parla la L.I.S. (Lingua Italiana dei Segni), ma legge il labiale. La mascherina è un ostacolo importante per una persona sorda. Inizialmente chiedere di abbassarla la metteva a disagio. Un giorno ha poi semplicemente trovato il coraggio di esporsi.
“Da quando ho iniziato a dirlo le persone mi fanno sentire a mio agio. La gentilezza è un ottimo modo per ottenere”.

Così ha deciso di postare un video in cui racconta cosa significhi essere sordi. “Per me è una una sfida personale. Non me lo aspettavo ma è stato un successo”.

@chiarabucello su Instagram

Non si sente solo con le orecchie

Dalla diagnosi di sordità, Chiara dedica diverse ore alla settimana alla logopedia. In un video postato parla della sofferenza data dagli esercizi allo specchio per imparare a posizionare correttamente la lingua. “Usavo un cucchiaio e mi faceva venire da vomitare” racconta.

Chiara suona benissimo il pianoforte. Fin da bambina ha seguito musicoterapia. “La musica mi parla con le vibrazioni” dice.
Ricorda emozionata il suo maestro di musica. Ha smesso di suonare quando è morto.

Sono sorda e laureata, cosa c’è di strano?

Chiara ama l’arte. Quando parla dei suoi studi e del suo lavoro le si illuminano gli occhi. “Le immagini non hanno voce” dice.
Ricorda i suoi anni scolastici sereni con i compagni. Per lei seguire le lezioni non era difficile: legge bene il labiale ed era sufficiente mettersi al primo banco. “Il problema erano alcuni professori. Mi facevano sentire diversa”.

Chiara ricorda con tristezza gli episodi in cui capiva che il docente, parlando con i compagni, compativa il fatto che lei fosse sorda.
Anche durante gli studi universitari per lei non è mai stato problematico seguire le lezioni. Il problema si presentava durante gli esami quando i professori al sentirla parlare si comportavano in modo strano.

@chiarabucello su TikTok

Sorda, non “sordomuta”

Chiara è sorda, non muta. È comune l’idea che una persona sorda non possa parlare: non è così. La sua voce è particolare, ma unica e si fa sentire bene.
La battaglia che Chiara Bucello porta avanti è quella contro l’ignoranza: se sei sorda la gente pensa che non si possa avere una vita di studio, amore e passioni, ma non è così. Questo porta le persone ad allontanarsi senza conoscere.

“Mai avere paura della diversità. La sensibilità porta a cose intelligenti”.
Chiara invita le persone a non nascondersi, a parlare delle proprie difficoltà.
“Non abbiate paura di mostrarvi per quello che siete. Se tutti ci facciamo vedere le cose non si possono ignorare” dice con sicurezza.

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