Studiare all’estero: le mete più richieste dopo la Brexit

Alice De Luca

Scegliere dove andare a studiare all’estero è diventato più complesso a partire dal 31 gennaio 2020, quando il Regno Unito è ufficialmente uscito dall’Unione Europea. Si è trattato infatti di un evento le cui conseguenze sono ricadute non solo sui cittadini inglesi, ma anche su quelli di altre nazioni o continenti. Tra questi ultimi, nello specifico, un nucleo consistente è quello degli studenti.

Università in Regno Unito dopo la Brexit

Con la Brexit, infatti, il Regno Unito ha interrotto il programma Erasmus dedicato agli studenti europei, rendendo così obbligatorio il visto di studio. Ma per ottenerlo il procedimento è lungo e dispendioso. Dopo l’uscita dall’Unione Europea, inoltre, i costi di iscrizione delle Università d’oltremanica sono lievitati. In precedenza uno studente europeo pagava in media la stessa somma di uno inglese, mentre ora spende più del doppio, al pari di tutti gli altri studenti internazionali. Svantaggi a cui si aggiunge anche l’abolizione dei prestiti universitari, ora concessi esclusivamente ai detentori di cittadinanza inglese.

Studiare all’estero prima della Brexit

Secondo gli ultimi dati riportati da Eurostat, nel 2019 il Regno Unito era al quarto posto tra i paesi dell’UE con il maggior numero di studenti italiani. Si calcola infatti che lo 0,6% del totale degli studenti in Inghilterra fosse italiano. In cima alla classifica spiccavano il Lussemburgo (2,2%), l’Austria (2,1%), e Malta (0,9).

Davanti alle maggiori complicazioni burocratiche ed economiche, tuttavia, molti studenti hanno cercato altre mete per i loro studi all’estero. Purtroppo non sono disponibili dati ufficiali sufficientemente aggiornati per fare un confronto puntuale tra la situazione precedente e quella successiva alla Brexit. Tuttavia Elab Education Laboratory, una società internazionale di consulenza per gli studi all’estero, ha registrato delle informazioni interessanti su un campione più ristretto di studenti italiani.

Cosa è cambiato: le nuove mete per studiare all’estero

Sebbene l’Inghilterra rimanga la meta più popolare, sono in ascesa le richieste per destinazioni come i Paesi Bassi, l’Irlanda e la Spagna. Rispetto all’anno scorso, infatti, queste sedi hanno registrato un aumento del 260% delle domande di ammissione e il 129% di candidati in più. Per quanto riguarda invece gli indirizzi di studio più ambiti, gli studenti italiani all’estero preferiscono i corsi nell’ambito economico e manageriale, e quelli nel campo delle bioscienze e della sanità.

I vantaggi di queste destinazioni

Ad attirare gli studenti nelle Università olandesi sono soprattutto l’ampia varietà dei corsi offerti in lingua inglese e i prezzi contenuti. Ma a questo si aggiunge anche un’interessante agevolazione economica che prevede il dimezzamento del costo delle tasse universitarie per il primo anno di immatricolazione.

Anche l’Irlanda si è candidata come sostituto ideale alla Gran Bretagna. Ultimamente, infatti, attira gli interessi di chi, pur non scegliendo quest’ultima come destinazione, desidera trascorrere comunque i propri anni di studio in un paese anglofono.

Anche Cipro è una meta ambita per la stessa ragione: le lingue più parlate sono infatti il neogreco, il turco e l’inglese. Molte Università di Cipro, inoltre, offrono scambi culturali con quelle britanniche. Questo consente agli studenti delle facoltà cipriote di diplomarsi in corsi di Università inglesi, ma risparmiando sulle spese.

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