Coronavirus, l’Unipd e lo studio sugli abitanti di Vo’

Marta Buiatti

A Vo’ Euganeo, la zona rossa vicino Padova, i 3 mila abitanti sono stati sottoposti ad un doppio tampone. Il primo è stato effettuato nel momento in cui il focolaio è scoppiato e l’altro al termine di una quarantena di 14 giorni. L’identikit del virus ha mostrato come il 43,2 % dei positivi fosse asintomatico ma, nonostante ciò, contagioso tanto quanto i sintomatici. Andrea Crisanti, professore di microbiologia all’Università di Padova, ha pubblicato uno studio scientifico sul sito MedrXiv , che ha promosso il campionamento a tappeto.

Lo studio scientifico

Lo studio scientifico, al momento unico al mondo nel suo genere, ha come protagonista l’Università di Padova e gli abitanti di Vo’. Il piccolo comune padovano è oggi un caso eccezionale per le modalità con le quali la sanità veneta ha affrontato l’emergenza Coronavirus. Il fatto di aver isolato l’intero Comune alla comparsa dei primi casi, e l’aver sottoposto tutti gli abitanti al tampone ha fatto si che si riuscisse a contenere un focolaio che avrebbe potuto essere letale.

Zaia, il Presidente della Regione Veneto, ha definito il progetto come “l’inizio di una nuova, grande avventura”. Gli scienziati e la Regione hanno come obiettivo quello di approfondire le conoscenze finora acquisiste con il lavoro svolto sugli abitanti di Vo’. La finalità dello studio è poter dare risposte ancora sconosciute sulle caratteristiche del virus, su quelle delle persone infettate, sui comportamenti del Covid-19 nel passare da individuo a individuo, e sulla tipologia delle risposte anticorpali.

 “La scienza può farci fare ancora importanti passi avanti. E ringrazio fin d’ora la popolazione di Vo’ alla quale chiediamo, su base rigorosamente volontaria, di accompagnarci con la sua disponibilità e i finanziatori istituzionali e privati che hanno di fatto già resi disponibili i 2 milioni di euro necessari. Salvo imprevisti , partiremo con i prelievi tra il 25 e il 26 aprile, per avere i primi esiti dopo 6-7 settimane e quello finale tra circa 6 mesi” ha affermato il professor Crisanti.

Fasi dello studio

Lo studio si svolgerà in tre fasi: la valutazione della risposta anticorpale, il tracciamento virale, e la mappatura genetica di tutta la popolazione coinvolta. In particolare questo ultimo passaggio fornirà moltissime nuove informazioni che richiederanno però alcuni mesi per essere organizzate e codificate.

Ci si aspetta soprattutto di comprendere come si muove il virus nella fase di contagio e in quella della malattia. Si arriverà alla valutazione se la sequenza genetica di ogni singola persona possa influire su una maggiore o minore suscettibilità individuale al virus. Ci si aspetta inoltre che venga alla luce con quale modalità e caratteristica il Covid-19 si possa modificare nel passaggio tra individui, e quale correlazione si instauri tra la guarigione e la creazione di anticorpi.

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