Turismo post Covid-19, l’analisi di Ca’ Foscari

Marta Buiatti

Come sarà il turismo dopo l’emergenza Coronavirus? Questa è la domanda che tutti si fanno in questo periodo. A tentare di dare una risposta sarà l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Durante gli Economics Tuesday Talks, organizzati dal dipartimento di Economia, si è parlato anche di Covid-19 e dell’impatto normativo sulle imprese.

L’Università Ca’ Foscari ha avviato un progetto di ricerca, Hi-Di Net, finanziato dal ministero dell’Università tra i progetti di interesse nazionale. Questo progetto vede coinvolte anche altre Università tra cui la Bocconi di Milano, l’Università di Bologna e la Libera Università di Bolzano. La professoressa Monica Billio, direttrice del Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari e coordinatrice del progetto, ne spiega la finalità. Nell’attuale periodo di incertezza in cui ci troviamo, è difficile sviluppare un’analisi economica a breve termine, e per questo è necessario che si elaborino nuove strategie. L’analisi sul futuro del turismo prenderà in esame il modo in cui l’incertezza si genera e si propaga, ma soprattutto la misura del suo impatto sull’attività economica.

Un altro turismo

Un altro turismo è necessario e ad affermarlo sono gli esperti, riuniti nell’Economics Tuesday Talks. Il focus del talk è stato proprio quello che è uno dei settori di maggiore importanza per il Veneto, e che dovrà cambiare a partire da Venezia.

Federica Letizia Cavallo, docente di geografia del turismo a Ca’ Foscari, nell’intervista per TGR Veneto afferma come puntare sulla monocultura turistica non sia una strategia saggia. “Potremmo puntare sul settore turistico in una chiave di maggiore integrazione virtuosa con altri settori economici e produttivi. L’agroalimentare per esempio, l’artigianato locale, mentre invece molto spesso si pone in termini di alternativa” afferma la docente”. Nella stessa intervista, Nicola Camatti, docente di economia dei sistemi turistici, sottolinea l’importanza di ricostruire dei modelli che mettano al centro quel nuovo valore che è necessario dare al turista. Egli afferma “sicuramente esso è collegato al concetto della sicurezza, al fatto che dobbiamo garantire una qualità dell’esperienza, nelle condizioni appunto di sicurezza”.

Molto probabilmente i settori del turismo che andranno meglio saranno quelli dell’eco turismo all’aria aperta e del turismo di lusso. La vera tendenza sarà però la vacanza vicino casa. “Spostamenti brevi, verso quelle località che negli studi sul turismo vengono definite psico centriche, più rassicuranti per il turista” continua la docente Federica Letizia Cavallo.

Progetto di ricerca

L’incapacità di prevedere gli sviluppi futuri di questa situazione si riflette amplificandosi sui mercati finanziari. In questo modo si innesca una situazione di paura e perdita di valore delle aziende. Inoltre, i consumatori rimanderanno i consumi di beni durevoli in attesa di tempi migliori. Tutto ciò comporterà un rallentamento dell’economia determinando gravi danni per questo settore.

Il progetto avanzato dall’Università Ca’ Foscari mira a quantificare gli effetti di questa situazione. Il fine è capire da cosa derivi l’incertezza, se da aspettative future, che quindi influenzano i comportamenti economici, o dallo shock causato da questa emergenza sanitaria.

Quantificare gli effetti consente al policy maker di capire meglio quale risposta dare in queste situazioni. Il progetto mira a fornire nuovi strumenti di analisi, valutando la struttura del sistema economico prima della pandemia. In questo modo potrà fornire strategie per la ripresa nelle fasi successive al lockdown. Fondamentale sarà l’analisi e lo studio approfondito delle informazioni ricavate dai social media, che diventeranno il centro del lavoro dei gruppi di ricerca impegnati nel progetto.

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