Ucraina: il sostegno delle Università italiane

Lorenzo Tosi

Maria Cristina Messa – ministra dell’Università e della ricerca – ha istituito un apposito fondo destinato a studenti, docenti e ricercatori provenienti dall’Ucraina. Inoltre, diversi Atenei si sono mostrati favorevoli a calmierare o azzerare la retta per i giovani ucraini, in linea con le altre iniziative a sostegno della popolazione ucraina.

Misure di accoglienza

Il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha dato la piena disponibilità ad accogliere nelle aule italiane ragazzi e ragazze in fuga. Diversi presidi scolastici si sono pertanto attivati per realizzare ciò. È il caso dell’Istituto comprensivo “Valente” di Roma, la cui dirigente ha comunicato al Prefetto la disponibilità ad accogliere un gruppo di alunni ucraini.

La Ministra Messa ha predisposto un fondo da un milione di euro – inizialmente di 500 mila euro – a sostegno di studenti, docenti e ricercatori ucraini. L’erogazione straordinaria di borse di studio e residenze gratuite negli alloggi universitari, ha soprattutto permesso loro di continuare a svolgere le proprie attività accademiche.

L’Università e la ricerca sono stati tra i primi a mobilitarsi, per esprimere le manifestazioni di vicinanza al popolo ucraino e a tutte le persone coinvolte nella grave crisi politica e umanitaria in atto.

Maria Cristina Messa, ministra dell’Università e della ricerca

Riduzione delle rette

La IULM ha approvato in Consiglio d’Amministrazione la riduzione e l’azzeramento delle rette degli studenti ucraini iscritti e ha garantito l’apertura di borse di studio per i giovani provenienti dall’Ucraina. Anche l’Università di Perugia – seguita dall’Agenzia regionale per il diritto allo studio e la Regione Umbria – ha firmato un accordo per accogliere gli studenti in fuga.

Sensibilizzazione della guerra in Ucraina

Moltissimi istituti scolastici hanno avviato al loro interno misure di sensibilizzazione in merito alla guerra in corso. Il ministero ha inviato alle scuole una circolare in cui invita una riflessione insieme ai ragazzi sull’articolo undici della Costituzione, sulla pace tra i popoli.

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