Uguaglianza di genere: il piano dell’Università di Firenze

Tea Maistro

Il traguardo a cui dobbiamo tendere è una società in cui tutte le persone […] nella loro diversità, siano libere di perseguire le loro scelte di vita, abbiano pari opportunità […]”.
Questa frase è contenuta nel Piano di uguaglianza di genere reso obbligatorio dall’Unione Europea e redatto dall’Università degli Studi di Firenze. Il documento è stato redatto negli ultimi mesi del 2021 e introduce i provvedimenti che l’Università adotterà entro il 2024.
Le misure saranno diverse e agiranno su diversi fronti: si passerà da un focus sul linguaggio all’introduzione di servizi per la conciliazione della vita privata degli studenti con lo studio e il lavoro; da una variazione nella didattica sino a una maggiore attenzione alle dinamiche di genere tra i vertici amministrativi dell’Università.

Uguaglianza di genere: le misure nel dettaglio

L’Università di Firenze ha previsto dei servizi di ludoteca e attività di babysitting per gli studenti genitori che avessero necessità di affidare il proprio bambino alla supervisione di un adulto durante le ore di lezione, di studio o mentre sostengono gli esami. In quest’ottica si colloca anche la decisione di incrementare lo smart working.

La seconda linea di intervento riguarda il linguaggio. Si richiede l’utilizzo di parole che non enfatizzino il genere ma che, al contrario, non mostrino una preferenza verso un genere piuttosto che l’altro. Ad esempio, le parole “essere umano“, “chi” o “chiunque” dovrebbero, nei limiti del possibile, sostituire le parole donna e uomo. Qualora non sia possibile utilizzare espressioni neutre, sarebbe consigliabile precisare che il maschile che si sta utilizzando si riferisce a tutti i generi.

Una terza dimensione di intervento prevede l’introduzione di moduli didattici e insegnamenti volti a sensibilizzare su temi quali l’omofobia e l’omotransfobia. Si vuole, inoltre, tenere conto del genere nella valutazione degli elaborati finali degli studenti e ai fini dell’ottenimento di finanziamenti.

Seminari e corsi di formazione serviranno, inoltre, per rendere più consapevoli i vertici amministrativi riguardo all’argomento e promuovere condizioni più eque anche a livello amministrativo.

Infine, per contrastare la violenza di genere, si attivano degli specifici sportelli per la segnalazione delle molestie.

Maria Paola Monaco, delegata all’Inclusione e Diversità per l’Università di Firenze, precisa che le misure introdotte non sono volte a generare inclusione soltanto in termini di genere, ma si fa riferimento anche alla disabilità, a chi vive in un regime di limitazione della propria libertà e agli studenti di Paesi stranieri.

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