Una radiografia per rilevare il Covid, il progetto dell’UniTo

Marta Buiatti

Una radiografia del torace per scoprire se un paziente ha o meno il Covid, e valutarne gli effetti e l’impatto della malattia. È questo l’obiettivo del progetto dell’Università di Torino.

Una radiografia per scoprire se si ha il virus: il progetto

C.o.R.S.A è il nome del progetto avviato dall’Università di Torino, che ha l’obiettivo di rendere ancora più precisa l’accuratezza diagnostica della radiografia del torace. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Piemonte con oltre 400.000 euro, nell’ambito dei Bandi Infra-P. Il Rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna, ha affermato in un’intervista:

L’Università di Torino è fiera del finanziamento ottenuto dal Progetto Co.R.S.A., che consentirà di sviluppare e applicare un sistema di intelligenza artificiale per la diagnosi di polmoniti Covid a partire da una semplice radiografia al torace.

Questo progetto ambisce a perfezionare ancor di più la precisione diagnostica, in particolare per riuscire a individuare rapidamente i casi di Covid. L’assessore regionale, Matteo Marnati, ribadisce:

Sono progetti che aiuteranno a conoscere meglio le malattie, l’utilizzo dei farmaci e delle nuove strumentazioni

Il progetto nel dettaglio

Il Progetto Co.R.S.A., coordinato dal Professor Marco Grangetto del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, è finalizzato a sviluppare un sistema all’avanguardia. La radiologia tradizionale è spesso scelta come primo esame. Il motivo è la facilità con la quale è possibile eseguirla in aree Covid. Il limite però è la bassa sensibilità nell’identificazione delle lesioni polmonari precoci. Questo fa sì che siano necessari diversi esami e i tempi di attesa dei pazienti negli spazi comuni aumentano. In questo modo si innalza il rischio di contagio. Co.R.S.A vuole affinare l’accuratezza diagnostica e diventare uno strumento rapido ed efficace. Sarà possibile valutare l’impatto sulla gestione dei pazienti adottando opportune procedure di isolamento cautelare per i positivi al virus. Ha spiegato ancora Stefano Geuna:

Questa è la ulteriore dimostrazione di come la sinergia tra innovazione tecnologica e conoscenze mediche avanzate sia la strada maestra che consentirà di vincere definitivamente la battaglia contro il Covid-19. In questa direzione ci muoviamo con partnership importanti tra settore pubblico e privato nell’ambito della ricerca di base e applicata.

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