Ungheria: caos Università, l’Unione Europea sarebbe pronta a bloccare i finanziamenti per i programmi Erasmus

Cesare Mastrosanti

Dopo il blocco dei fondi Europei a Novembre non sembra fermarsi il braccio di ferro tra Unione Europea ed Ungheria. Ad essere a rischio sarebbero ora diverse Università gestite da “fondi fiduciari pubblici”. Il congelamento dei finanziamenti, annunciato dagli organi dell’UE, si applica alle domande valutate dopo il 15 Dicembre 2022.

La situazione politica in Ungheria

Uno Stato indipendente, democratico e costituzionale. Se volessimo riassumere in tre aggettivi l’Ungheria sarebbero probabilmente questi, comuni alla maggioranza degli Stati Europei. Eppure, da diversi anni, il paese è al centro di polemiche e tensioni per – presunte o reali – violazioni di diritti umani. Il governo, ed il suo Presidente Viktor Orbán, sono ripetutamente accusati di corruzione, violazione di diritti civili e libertà di espressione.

Negli ultimi anni, decine sono stati gli appelli di ONG come Amnesty International per denunciare gli abusi verso minoranze e migranti. La stessa Unione Europea ha più volte espresso forte preoccupazione, congelando diversi miliardi di euro di finanziamenti destinati al Paese. Eppure, poco effetto sembrano aver avuto queste sanzioni verso le scelte del governo, consapevole che l’Unione farà di tutto per evitare di spingere troppo il Paese sotto l’influenza russa.

Le Università sotto controllo di fondazioni fiduciarie

Il sistema universitario ungherese si presenta in maniera simile a quello italiano. Sono presenti sul territorio Università pubbliche e private, più altri Istituti di pari livello riconosciuti dallo Stato. Tutto normale, se non fosse che dal 2020 diversi Atenei siano teatro di occupazioni e rivolte a seguito di processi di privatizzazione da parte di enti dotati di fondi fiduciari.

Questi enti, una trentina circa in tutto il Paese, sono entità incaricate, per lo più, della gestione di Istituti Universitari mediante la gestione di fondi pubblici. Le maggiori perplessità legate a questi enti sono legati alla regolamentazione molto generosa. Tra le varie concessioni: la mancanza di controllo da parte della Pubblica Autorità, l’impossibilità di ritirare fondi precedentemente erogati, e l’autocontrollo interno sulle questioni finanziarie.

Le prime manifestazioni di protesta risalgono al Settembre 2020 presso l’Università di Arti Teatrali e Cinematografiche. L’Ateneo, da sempre sotto il controllo pubblico, a partire dal 1 Settembre passò ufficialmente sotto il controllo di una fondazione privata guidata da un attore ideologicamente e personalmente vicino ad Orbán, Attila Vidnyánszky. Le proteste, andate avanti veementemente per diversi mesi anche al di fuori dell’ambito universitario, non si sono ancora completamente estinte.

Quali sono i problemi con questi fondi

Se è vero che a pensar male si fa peccato, è anche vero che molto spesso si indovina. Risulta infatti che, in ruoli di Amministrazione, la maggior parte delle cariche siano ricoperte da persone considerate molto vicine al Presidente Orbán. Questa presenza cosi invasiva è vista con molto scetticismo da parte di molti studenti, preoccupati da un’eccessiva presenza del Governo nel mondo accademico.

Insieme agli studenti, preoccupazione è stata espressa anche dagli Organi dell’Unione Europea. Oltre che per una motivazione strettamente accademica, spesso in queste Università vengono presentate idee e insegnamenti in maniera filtrata, sotto indagine è anche il rischio corruzione. La mancanza di veri e propri controlli finanziari sui fondi destinati a questi enti e la presenza di figure politiche nelle principali cariche amministrative sono un forte campanello di allarme.

Ad esempio, i membri del Consiglio di Fondazione e di Sorveglianza degli enti sono nominati dal fondatore (in pratica, quasi sempre, dal Governo). La legge prevede però la possibilità di trasferire dal fondatore agli organi stessi il diritto di nominare i membri, senza possibilità di revocare tale trasferimento una volta avvenuto. Così facendo, il potere politico perde ogni controllo su queste entità, dato che diventano gli stessi controllati a nominare i controllori.

La decisione della Commissione Europea

Con una decisione quanto storica tanto dibattuta, i Ministri delle Finanze dell’UE hanno deciso, il 15 Dicembre 2022, di sospendere le sovvenzioni comunitarie. Il blocco riguarderà i fondi destinati ai programmi Erasmus e Horizon Europe, quest’ultimo programma Europeo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Simultaneamente, la Commissione invita anche gli altri organi Europei a non stipulare nessun tipo di accordo con questi Istituti.

Dure le repliche giunte dall’Ungheria. I diversi rappresentanti del mondo accademico si dicono molto contrariati dalla scelta adottata che andrà ad influire negativamente sopratutto sugli studenti. Secondo questi rappresentanti gli enti non sarebbero altro che un modo per rendere le Università indipendenti dallo Stato una volta per tutte, una lettura completamente contrastante con quella della Commissione.

Decisa anche la replica del Governo per voce del Ministro Gergely Gulyás. Dopo aver definito la questione inaccettabile, vista la presenza di politici attivi in ambito Universitario in molti altri paesi Europei, il Ministro ha rilanciato con un’importante promessa. Secondo quanto dichiarato, se non sarà possibile negoziare con l’UE per lo sblocco dei sussidi, sarà lo stesso Governo di Budapest ad erogare il costo delle borse di studio. Interpellato sulla questione anche il Presidente Orbán, che si dice pronto al ricorso alla Corte UE.

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