UNiti per il voto: il Collettivo Peppe Valarioti

Manlio Adone Pistolesi

Il Collettivo Peppe Valarioti ha appena compiuto un anno lo scorso 4 aprile, ma di battaglie ne ha già combattute molte. Dalla tendopoli di San Ferdinando fino alla lotta per il voto ai fuori sede, il Collettivo-Think Tank – perché a loro ogni definizione sta troppo stretta – vuole sottolineare un punto: ciò per cui lottano non riguarda soltanto una regione italiana, non è solamente una richiesta di calabresi per i calabresi, bensì la necessità di ogni italiano ed europeo. Perché ogni diritto conquistato appartiene a tutti e i suoi effetti sono globali. Le loro biografie disegnano una rete che copre tutta la Penisola e oltre. Ricercatori e studenti, ragazze e ragazzi calabresi e non, che studiano la Calabria per riformare l’Europa. Ne abbiamo parlato con alcuni componenti: Martina Iuliano, Daniele Armellino e Giorgia Sorrentino.

Non è facile far passare il messaggio che la Calabria possa essere l’apripista per un diritto nazionale. C’è molto pregiudizio, non soltanto al di fuori della Regione, ma soprattutto in chi è calabrese. Il primo problema nostro è quello culturale. Ma noi siamo ostinati e andiamo avanti”. (Giorgia)

Alcuni componenti del Collettivo Peppe Valarioti: Martina, Daniele e Giorgia
Un’istantanea dell’intervista a Martina Iuliano, Daniele Armellino e Giorgia Sorrentino, membri del Collettivo Peppe Valarioti

Sotto il segno di Peppe Valarioti

Una nascita contraddistinta dall’eccezionalità, dalla lontananza e dalla “vergogna”. Per quanto possa sembrare strano il Collettivo, nato attraverso videochiamate, all’inizio non aveva un nome. Martina spiega che “L’intenzione iniziale era scrivere un articolo di approfondimento sulla tendopoli di San Ferdinando e gli effetti del COVID sul lavoro dei braccianti. Durante uno degli incontri è stata citata la figura di Peppe Valarioti che già quaranta anni fa aveva a cuore i diritti dei braccianti e lottava contro la ‘ndrangheta. Figura che, vergognandoci, nessuno di noi conosceva”. La storia ha deciso di intervenire per consacrare i loro obiettivi. Così l’occasione di una memoria da ritrovare e da onorare ha guidato il Collettivo, appunto, Valarioti per tutto quest’anno, in coincidenza dei quarant’anni dall’omicidio del segretario comunista di Rosarno. 

Dopo aver festeggiato la storica vittoria alle amministrative di Rosarno del 1980, Peppe Valarioti viene freddato da due colpi di lupara nella notte dell’11 giugno. Dopo delle indagini il Tribunale di Palmi nel 1987 ha assolto in formula piena i cinque presunti mandanti del suo omicidio. Assoluzione precedentemente stabilita nel 1982 anche per i due presunti assassini.

Il valore aggiunto del metodo universitario e della visione europea

Inizialmente abbiamo deciso di definirci come ‘Studenti europei per la Calabria’ proprio perché il nostro approccio è di studiare le problematiche per poi approfondirle tramite il confronto e la ricerca. Il metodo che adottiamo è ragionato, non improvvisato” (Martina, Giorgia, Daniele). 

La parola Europa ritorna più volte nel manifesto del Collettivo ed è chiara la riflessione che vuole ispirare. La Calabria non è semplicemente una regione italiana, un quartiere periferico della Penisola da sanare, ma anche una regione europea. “Rivendichiamo di far parte di un cammino di progresso” (Giorgia). Il caporalato della piana di Gioia Tauro ha radici storiche ed endemiche, non soltanto nella pratica mafiosa ma anche all’interno della cultura della proprietà terriera e del mercato europeo. “Se anche dovessimo risolvere il caporalato in Calabria riusciremmo a estirparlo a livello europeo? Il problema è di tutta l’Unione. Abbiamo cercato di lavorare su questo doppio binario cambiando il nostro modo di pensare” (Giorgia).

Il Collettivo ha contattato il Vice Segretario Generale del Sindacato europeo dei lavoratori dell’agricoltura (EFFAT) che ha anche visitato San Ferdinando. L’ONU, nel 2018, ha definito le condizioni di lavoro dei braccianti della tendopoli calabrese “contemporanee forme di schiavitù”. Purtroppo il Vice Segretario Enrico Somaglia ha riferito al Collettivo che la tematica non riscuote particolare interesse all’interno del Parlamento europeo.

Il Collettivo Peppe Valarioti a sostegno del voto fuori sede

La morte prematura della compianta presidente Santelli ha cambiato tutto. Stavamo lavorando a delle pubblicazioni ma non potevamo pensare di continuare in piena campagna elettorale. Perciò abbiamo fatto nostra la campagna del voto fuori sede, perché pensavamo fosse la battaglia che doveva essere combattuta adesso” (Giorgia).

Il primo di aprile l’On. Giuseppe Brescia ha presentato durante i lavori della I Commissione Affari Costituzionali una proposta di legge firmata dai costituzionalisti Roberto Bin e Salvatore Curreri. La riforma, la cui promozione e il cui studio vedono il ruolo centrale del Collettivo Valarioti, riguarda le procedure di voto delle elezioni regionali e amministrative. I fuori sede, studenti e non, potranno votare nel proprio comune di domicilio all’interno di seggi speciali predisposti dalla Prefettura più vicina. Successivamente i voti verranno inviati alla Prefettura operante nella circoscrizione di residenza per il loro conteggio.

La nostra è una battaglia trasversale, da vincere tutti insieme. Tutto l’arco parlamentare ci ha dato una mano: gli Onorevoli Brescia e Nesci (M5S), Viscomi e Bruno Bossio (PD), Ferro (FdI) Vono (IV). Abbiamo volutamente mettere l’accento sulle regionali e amministrative per la loro imminenza, nel caso in cui questo dispositivo dovesse essere adottato la proposta di legge Bin-Curreri potrà essere il grimaldello per garantire il voto fuori sede anche alle politiche” (Daniele).

Inoltre il Collettivo si dimostra favorevole al voto elettronico, sebbene consideri i tempi non ancora maturi per una sua adozione. 

L’obiettivo del Collettivo Valarioti si può riassumere con le parole conclusive di Daniele: “Vogliamo che la Calabria sia una terra in cui sia garantito il ‘diritto a venire’, non solo a nascere o a ritornare dopo una vita di studi e lavoro. Tutti dovrebbero avere il diritto di animare e vivere questa regione. È il nostro orizzonte ideale, lontano sì, ma che continua a ispirarci”.

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