UNiti per il voto: intervista al costituzionalista Roberto Bin

Manlio Adone Pistolesi

L’intervista con il costituzionalista Roberto Bin, già Ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università di Ferrara, è difficile da ritenersi tale. I sentimenti che ha suscitato dimostrano il limite di ogni definizione troppo istituzionale.

Questa puntata di UNiti per il voto, rubrica che ha appena compiuto un anno, sembra essere scesa in piazza, aver preso il megafono e invocare quei diritti negati da troppo tempo.

L’inizio di tutto

Sono stato l’unico cretino che ha risposto all’appello del Collettivo Peppe Valarioti“. Esordisce così il costituzionalista Bin, facendo capire fin da subito il suo temperamento e le sue speranze in merito alla sua proposta di legge ferma alla Camera. Dopo aver coinvolto l’amico e collega Salvatore Curreri, i due hanno scelto “delle vie semplici per risolvere i problemi“. “È inutile puntare ai massimi sistemi“, afferma riferendosi alla pdl Madia che prevede il voto per corrispondenza e un investimento sul voto elettronico, “Bisogna immaginare un sistema di voto controllato. E le Prefetture servono a questo, luoghi di rappresentanza del Governo“.

Così la discussione entra nello specifico del confronto in I Commissione Affari Costituzionali. Lo scorso maggio 2021 i lavori sulla pdl Brescia hanno subito una battuta d’arresto in seguito all’opposizione del Ministero dell’Interno.

Infatti, il Sottosegretario di Stato per l’Interno Ivan Scalfarotto ha ribadito la contrarietà della Ministra Lamorgese a far viaggiare le schede elettorali. Inoltre, l’On. Scalfarotto ha prospettato la possibilità per i soggetti fuori sede di votare, alle consultazioni referendarie e politiche, i candidati dei collegi in cui si trovano “È tra l’irritante e lo stupefacente. La democrazia non è questa. Anche se io mi trovo in un’altra città, ciò che mi preme è mantenere i rapporti con la mia comunità. Se passasse una proposta del genere parteciperemmo allo spopolamento dei piccoli comuni e delle regioni periferiche. Non mi sembra una bella cosa spezzare i legami tra una comunità e coloro che sono gli elementi più dinamici della comunità stessa. Forse, Scalfarotto avrebbe fatto meglio a pensare prima di parlare“.

Ciò che per il Professor Bin è inaccettabile è che il Ministero parli di “problemi insormontabili“. Il costituzionalista riflette sull’infezione che ha colpito l’organo legislativo: la burocrazia dei funzionari rappresenterebbe un vulnus all’interno del nostro Stato, anzi “uno Stato dentro lo Stato“. “Il dovere di un funzionario non è dire non si può, ma trovare una soluzione“. Altrimenti, la risposta è il licenziamento. “Un Sottosegretario che accetta questo comportamento viene meno alla sua funzione di politico“.

Roberto Bin: “Non bisogna sacrificare il diritto di voto per il rischio che non sia segreto”.

Difatti, il Ministero non ha fornito, secondo Bin, delle ragioni alla sua opposizione. L’unica motivazione riguarda la segretezza del voto, non garantita nel caso in cui un solo fuori sede voti per il suo comune.

È un rischio, e per toglierlo cosa fai, sopprimi il diritto di voto? Non bisogna sacrificare il diritto di voto per il rischio che non sia segreto. Questo mi sembra come lo spararsi alla tempia per uccidere una zanzara. Il primo principio è assicurare il diritto di voto, esistono dei modi per rendere, per esempio, il voto elettronico segreto. Pensiamo al segreto bancario che permane anche se tutte le pratiche sono ormai on-line. Il principio di precauzione è un errore della mente umana. Anticipo i rischi e quindi non voto più? E poi, a ben vedere, il vero problema della segretezza del voto non è tanto l’interesse individuale, ma quello collettivo che il voto non sia riconoscibile“.

Il voto dei residenti all’estero e il voto elettronico per Roberto Bin

A maggio 2021 il Comitato IoVotoFuoriSede ha perso il ricorso intentato al Tribunale di Palermo. L’obiettivo del comitato puntava a portare la causa del voto fuori sede direttamente nelle aule dei tribunali italiani, sperando di arrivare così alla Corte costituzionale. Ma il giudice del Tribunale siciliano ha rigettato il ricorso appellandosi, tra le varie motivazioni, al concetto di oggettività. Ovvero, si ritiene che i cittadini residenti all’estero vivano una condizione di difficoltà maggiore ed oggettiva nel rientrare in Italia. E perciò debbano godere di modalità di voto alternative. Ciò suscita l’ilarità dell’intervistato che ci tiene a puntualizzare la paradossalità della legge italiana “Certo perché se uno risiede a San Marino si trova in una situazione molto più disagevole rispetto a chi abita a Cesena. Si può dire di tutto. Sono palesemente delle baggianate“.

Sul voto elettronico il Professor Bin manifesta tutte le sue perplessità anche se afferma che non ha le conoscenze per esprimersi. In merito, solleva i problemi del digital divide e la sicurezza sulla trasmissione dei dati. “C’è una divaricazione tra quella che è l’esigenza immediata di chi sta fuori il suo comune e quello che è il problema di tutti di come avere sicurezza nel voto elettronico da casa. Sono due problemi diversi. Il primo è facilmente risolvibile“.

Sulla Commissione di studio sull’astensionismo, presieduta dal Ministro D’Incà, Roberto Bin ripone una pietra tombale: “Nessuna speranza“.

I prossimi appuntamenti e come sostenere il voto fuorisede

Come sostiene il professore: “Tutto ha un pro e un contro, ma l’opzione di salire su un treno e percorrere tutto il territorio italiano per deporre una scheda nell’urna non credo sia la soluzione ottimale“. Far votare i fuori sede è un dovere della democrazia e della politica, la quale deve trovare una soluzione che sia il voto in prefettura, per corrispondenza o elettronico.

L’unica speranza che posso avere è nella vostra iniziativa“, conclude riferendosi alla Rete Voto Sano Da Lontano, “non nei politici che hanno ben altro in mente“. Per contribuire alla causa si può sottoscrivere la petizione promossa dalla Rete Voto Sano Da Lontano o seguirla su Instagram (@votosanodalontano).

Il ricambio politico può avvenire solo permettendo ai giovani di votare. Questo è un problema che riguarda tutti, anche il Nord. Perché il malgoverno del Sud, conclamato, è causato dal fatto che le comunità non eleggono amministratori decenti. E se noi togliamo dal corpo elettorale quelli che si rendono conto dell’indecenza dell’amministrazione locale, favoriamo un’amministrazione locale indecente“.

Il prossimo 17 marzo a Milano avrà luogo un evento in sostegno del voto fuori sede. Seguite University Network, media partner della Rete Voto Sano Da Lontano, per ricevere nei prossimi giorni maggiori informazioni.

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