Unito, il master per contrastare i rischi pandemici

Chiara Varricchio

La pandemia ha fortemente colpito le Università, ma il Coronavirus non ha limitato gli atenei nell’ampliamento della proposta formativa anzi, in molti casi ha dato slancio alla nascita di nuovi corsi, utili a studiare e contrastare l’insorgenza di nuove forme pandemiche.

Queste le premesse per la prima edizione del Master di II livello in Virologia Ambientale, ideato e proposto dall’Università degli Studi di Torino.

La collaborazione tra UniTo e Arpa

Il master si posiziona all’interno del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, ed è frutto di una collaborazione con l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) Piemonte. Diretto dal Prof. David Lembo e coordinato dall’Ing. Angelo Robotto, Direttore Generale di Arpa Piemonte, prevede un corpo docenti di 60 esperti per favorire un contesto multidisciplinare. I nuovi professionisti saranno formati attraverso lezioni frontali e numerosi tirocini.

Il master che nasce dal Covid

Il Master di II livello nasce per formare una nuova figura professionale cruciale per affrontare i rischi pandemici: il virologo ambientale. Questa si occuperà di campionare l’ambiente e saprà utilizzare metodi molecolari sviluppati ad hoc per rilevare i virus nelle diverse matrici ambientali. Il virologo ambientale avrà anche il compito di coltivare i virus in laboratorio e sequenziare i loro genomi.

Le parole del direttore

“Il Master in Virologia Ambientale nasce dalla fruttuosa sinergia tra l’Università di Torino e Arpa Piemonte che ha portato allo sviluppo di tecniche e di competenze di rilevanza internazionale per l’identificazione dei virus”. Ha affermato David Lembo, direttore del master.

Secondo il professore la pandemia ha evidenziato inoltre una lacuna nelle competenze legate alla virologia ambientale, fondamentali per “fornire modelli predittivi e per formulare analisi di rischio in luoghi di cura, di istruzione e di lavoro“.

Quella della virologia ambientale è una disciplina in pieno sviluppo, che nei prossimi anni sarà sempre più fondamentale nel campo della virologia.

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