Università di Bologna premiata a Expo 2020 Dubai

Sofia Gigliotti

Il 16 dicembre, presso il Padiglione Italia a Expo 2020, si è tenuta la premiazione della terza edizione del #T-TeC. Vincitore è stato il progetto presentato dal team dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna.

Il concorso tratta l’innovazione in ambito spaziale, in particolare quest’anno i macrotemi per il progetto da presentare erano quattro: Space Exploration, In Orbit Servicing, GeoInformation Applications and Platforms, Space Situational Awareness & Space Traffic Management.

Essendo promosso da Leonardo e Telespazio, i loro rappresentanti hanno partecipato alla scelta dei vincitori. La giuria era composta inoltre da membri delle agenzie spaziali europea, italiana ed emiratina, e da esperti del settore.

#T-TeC

Il contest promuove l’innovazione tecnologica nel settore spaziale a partire dalle proposte di studenti e ricercatori. Così l’Università riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo di menti in grado di avere nuove idee. Quest’anno hanno partecipato ben 70 studenti provenienti da 22 Università e centri di ricerca di tutto il mondo.

Tra i promotori dell’iniziativa ci sono Leonardo e Telespazio. L’obiettivo è favorire uno scambio di idee innovative che puntano a supportare le innovazioni nel settore spaziale proposte dalle nuove generazioni, immaginando così una collaborazione proprio con i giovani per lo sviluppo di tecnologie che lasceranno un segno nel nostro futuro.

Per questa terza edizione sono pervenuti 20 progetti che sono stati valutati da esperti in base all’innovatività e alla sostenibilità economica della proposta.

I premi sono stati consegnati in occasione della prima Giornata Nazionale dello Spazio. La premiazione è avvenuta nel Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai.

Al primo posto troviamo quest’anno il progetto proposto dal team dell’Università di Bologna.

Vincitore del secondo premio, del valore di 6mila euro, è un team composto da studenti provenienti dalle Università argentine Universidad Nacional de La PlataUniversidad de PalermoUniversidad Buenos AiresUniversidad Argentina de la Empresa, dalla Universidad Don Bosco di El Salvador e dalla ETH Zurich (Svizzera).

Il terzo premio è andato a un team del CNRS (Centre national de la recherche scientifique – Francia) e dell’Università di Siena.

Università di Bologna: progetto vincitore

Il primo premio, pari a 10mila euro, è stato assegnato al team dellAlma Mater Studiorum – Università di Bologna. Il progetto presentato Multi- purpose modular satellite services (macrotema: “In Orbit Servicing”) propone lo sviluppo di un piccolo satellite modulare in grado di prolungare la vita in orbita degli asset spaziali. Con questo nuovo satellite si limiterebbe anche l’aumento di detriti in orbita. Inoltre, questo sarebbe composto da diversi moduli in grado di separarsi dal corpo principale ed effettuare missioni indipendenti.

Il team è composto da Alessandro Lotti, Giacomo Curzi, Anton Bahu, Alfredo Locarini, Dario Modenini. Tutti frequentanti il Dipartimento di Ingegneria Industriale, svolgono ruoli diversi all’interno dell’Università.

Lotti è un Dottorando, la sua attività di ricerca si concentra sul tema “navigazione autonoma di satelliti per operazioni di prossimità e docking”. Da febbraio 2021 è membro del Laboratorio di Microsatelliti e Microsistemi Spaziali.

Curzi è un PhD Student che si occupa dello sviluppo di sistemi di controllo low-cost per le costellazioni Mega dei piccoli satelliti.

Bahu è un Assegnista di ricerca, si occupa del miglioramento delle tecniche di controllo usate sui simulatori spaziali, per rendere le simulazioni più affini all’ambiente reale di lavoro nello spazio.

Locarini è un Professore a contratto presso il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Aerospaziale-Aerospace.

Modenini è un Ricercatore a tempo determinato, specializzato nei sottosistemi di piccoli satelliti, tra cui la determinazione e il controllo d’assetto, la navigazione e la micro-propulsione.

Lascia un commento