Università di Parma: durante il lockdown il sonno vien di giorno

Karoline Gapit

Il lockdown ha cambiato radicalmente le nostre vite. Tra DaD e smartworking, vi sono numerosi aspetti della nostra quotidianità che hanno subito notevoli variazioni, inclusa la nostra routine notturna.
Secondo uno studio condotto dall’Università di Parma, durante la quarantena, ci si corica e ci si sveglia prima o più tardi rispetto al solito; nel dettaglio, le ore dedicate al sonno sono più concentrate durante il giorno, specialmente se si è più soggetti a stress e ansie.

Università di Parma: le persone soggette sono quelle più stressate e ansiose

Lo studio coordinato dal professor Christian Franceschini (docente di Teorie e tecniche di psicologia clinica) ha coinvolto oltre 6mila persone tra i 18 e gli 82 anni. Secondo la stessa ricerca, infatti, più della metà (55.32%) dei partecipanti ha evidenziato una ridotta qualità del sonno e una consistente modifica nelle abitudini dovuta ai giorni di quarantena. Questi cambiamenti si devono soprattutto agli spostamenti dei normali orari del ciclo sonno-veglia e coinvolge i soggetti con livelli più alti di stress, ansia e depressione.
L’analisi dell’Università di Parma sottolinea, inoltre, che questa relazione è bidirezionale. Nello specifico, i vari lockdown introdotti dal Governo hanno aumentato i livelli di stress, compromettendo radicalmente sulla qualità del sonno. L’alterazione e/o interruzione del normale ritmo sonno-veglia, conseguente sonno disturbato, hanno contribuito a loro volta a un peggioramento del benessere mentale.

La zona d’Italia sfavorita: il Centro

In aggiunta, secondo la ricerca dell’Università di Parma, coloro che hanno dimostrato numerosi disturbi nel sonno sono quelle domiciliate nel Centro Italia. L’analisi stessa spiega che la posizione geografica è dovuta essenzialmente dal fatto che a seguito del terremoto dell’Aquila i residenti di queste zone hanno sviluppato una maggiore vulnerabilità psicologica, oltre all’aver vissuto la quarantena o, addirittura, la perdita di un famigliare.

Le donne sono le più colpite

La ricerca ha evidenziato che le donne sono risultate più esposte a problemi di sonno rispetto agli uomini.

Stando allo studio coordinato dal professor Christian Franceschini, circa un terzo dei partecipanti ha mostrato livelli di depressione, ansia e stress da moderati a severi. Secondo i ricercatori questi risultati “evidenziano un profondo impatto del lockdown sulla salute mentale della popolazione italiana e che suggeriscono come, accanto alle misure di sostegno economico, sia importante rafforzare gli interventi di sostegno psicologico disponibili sul territori”.

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