Università e coronavirus: come saranno la Fase 2 e 3

Elisa Belussi

La Fase 2 è iniziata e le Università, mantenendo al massimo l’allerta, hanno ripreso alcune attività. Da adesso laboratori e biblioteche sono frequentabili, ma solo a turni e su prenotazione.

Gli atenei si sono organizzati, principalmente online, per gestire la sessione e le discussioni delle tesi di laurea, mantenendo le modalità a distanza anche per le lezioni.

Quasi nessuno riaprirà le sedi agli studenti per gli esami della sessione estiva, che si svolgeranno prevalentemente online.

Pochi temerari, come la Sapienza di Roma, riapriranno a metà giugno per permettere la discussione in presenza delle tesi di laurea e per sostenere gli esami in piccoli gruppi.

A quando la riapertura delle Università

Mercoledì mattina i rettori hanno discusso telematicamente della pianificazione della Fase 3, la cui data di inizio è prevista a settembre e continuerà fino al 31 gennaio.

Molti sperano in un ritorno alla normalità, ma non sarà possibile fino alla fine della terza fase.

Si sta pensando a un tipo di didattica mista, che preveda una frequenza in presenza alternata a quella online.

Per gli atenei più grandi passerà più tempo prima di tornare alla classica vita di ateneo. Anche per tutto il prossimo anno si potrebbe mantenere lo svolgimento delle attività online.

Due settimane fa l’Università di Padova ha approvato le linee guida per la ripresa dei propri corsi in presenza. Verrà adottata una forma mista, che prevedrà l’alternarsi di lezioni in presenza a quelle da remoto. Una soluzione che potrebbe essere replicata da molti altri atenei, per garantire una ripartenza graduale delle attività e una quanto più adeguata continuità degli studi e della ricerca accademica.

Matricole e fuorisede

Molti sono gli studenti fuorisede che sono tornati a casa prima del lockdown. Molti altri sono quelli che, prima del coronavirus, si spostavano regolarmente con i mezzi pubblici.

Il problema degli affitti universitari è ancora aperto, e alcune iniziative di sostegno sono arrivate dalle singole Regioni. Sono stati messi a disposizione dei fondi regionali per limitare le spese, spesso a carico delle famiglie.

Per gli spostamenti molti Comuni si sono organizzati per gestire al meglio il distanziamento sociale, prima di tutto limitando gli accessi, e igienizzando frequentemente stazioni e mezzi.

Per il prossimo anno si rischia una perdita di 35 mila nuovi studenti, almeno secondo le stime di queste settimane riportate dal Corriere della Sera. Le matricole e tutti gli studenti potranno però disporre di diverse agevolazioni, dalle borse di studio alla riduzione delle tasse universitarie, a cui accederanno molti più richiedenti.

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