Università e rinascita: la Federico II di Napoli raggiunge Scampia

Aurora Bevilacqua

Un’opera positiva per combattere il degrado

L’istruzione è una delle armi più potenti del progresso all’interno di una società. Questo è il messaggio che la Città di Napoli ha deciso di lanciare al Paese con un progetto ideato nel 2006 e finalmente prossimo all’inaugurazione. L’Università Federico II apre una nuova sede nel cuore di Scampia.

La struttura

Sette piani, 21 mila metri quadrati, che a settembre accoglieranno circa 1500 studenti nell’area in cui una volta sorgeva la c.d. “Vela H“. Un’aula magna da 500 posti, spazi dedicati alla pratica e alla didattica, una biblioteca su due piani. L’edificio a forma cilindrica che ospiterà il corso di laurea in professioni sanitarie è simbolo di speranza e di rinascita.

Il progetto con la Scuola di Medicina

La scelta di accogliere proprio questa facoltà non è casuale: si tratta di un presidio rivolto alle problematiche sanitarie della zona che lo ospita. Consulenza specialistica, decine di ambulatori aperti al pubblico e tecnologie all’avanguardia a disposizione dei malati. In poche parole, telemedicina.

Grazie a questo progetto si ambisce, inoltre, ad una collaborazione con le associazioni locali al fine di entrare in sintonia con le esigenze del territorio e rispondere alle sue necessità.

I preparativi

Si respira aria di cambiamento e l’entusiasmo è l’emozione preponderante nell’animo di alunni e docenti. L’ampliamento della struttura rappresenta l’occasione di agevolare il Policlinico ramificando l’operato.

Al momento si tratta di definire gli ultimi dettagli, attendere la consegna dell’immobile e le autorizzazioni, per poi avviare le lezioni entro un mese. Questo l’obiettivo del rettore Matteo Lorito.

L’unica criticità è legata alla scarsità dei trasporti, per cui si punta a trovare una soluzione insieme all’ANM (Azienda Napoletana Mobilità).

Uno sguardo rivolto al futuro

Il futuro dell’Ateneo coinvolge altre periferie della città come l’area ex Nato di Bagnoli, Villa Tropeano a Ponticelli e Villa Ferretti a Bacoli.

L’Università può avere un impatto notevole anche sulle aree disagiate di una metropoli e la Federico II ci crede fino in fondo.

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