L’Università di Palermo accoglie due studenti rifugiati

Lorenzo Tosi

L’Università di Palermo ha aperto le sue porte agli studenti rifugiati Yodit Tewelde Habtay e Michael Kebedom Henok. L’Ateneo è una delle 23 Università che hanno aderito al Progetto Unicore – University corridors for Refugees.

Unicore

Il progetto Unicore, Corridoi universitari per studenti rifugiati, promosso dall’agenzia UNCHR, è nato nel 2019 inizialmente per consentire agli studenti rifugiati in Etiopia di arrivare in Italia per proseguire la loro carriera universitaria, attraverso un percorso di ingresso sicuro e regolare. Al progetto, giunto nel 2021 alla sua terza edizione, hanno aderito 23 Università italiane.

Alla realizzazione del progetto hanno aderito il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; la Caritas italiana; l’UNHCR; la Diaconia Valdese e il Centro Astalli.

I rifugiati accolti a Palermo

Yodit Tewelde Habtay, studentessa ventiseienne proveniente dall’Etiopia, ha studiato biotecnologia in Eritrea e ora vorrebbe completare la laurea magistrale in Italia.

Per me proseguire gli studi non è una semplice opportunità ma una possibilità importante di dare un cambiamento significativo al futuro della mia vita

Dichiarazioni di Yodit a La Difesa del popolo

Yodit Tewelde ha aderito al progetto Unicore di Mediterranean Food Science and Technology anche in quanto impossibilitata a continuare gli studi nel suo Paese per la crisi economica, umanitaria e politica che lo attanaglia.

Michael Kebedom Henok, studente venticinquenne Unicore di Managment engeneering, ha scelto di intraprendere la facoltà di Ingegneria gestionale in Italia dopo una laurea triennale in Ingegneria chimica: “L’idea del rientro nel mio Paese avverrà quando mi sentirò pronto a farlo nell’ambito delle competenze universitarie che avrò acquisito. Sono sicuro che questa sarà una opportunità di crescita molto significativa”.

I due giovani rifugiati sono stati ospitati dalla Caritas presso il Centro San Carlo. La struttura accoglie già 20 persone senza fissa dimora e alcuni individui dell’area penale con particolari permessi; mette inoltre a disposizione una mensa per le persone più povere della città. Gli studenti saranno seguiti nelle pratiche burocratiche dall’operatrice sociale e mediatrice culturale Safa Neji Neji, la quale li aiuterà anche nel percorso di integrazione culturale.

L’Ateneo ha dato il benvenuto ai due studenti presso il complesso monumentale dello Steri, sede del Rettorato dell’Università. “L’idea è quella di creare un’Università sempre più aperta che accoglie e che dà a tutti la possibilità di crescere attraverso la cultura e la conoscenza” ha dichiarato il rettore Fabrizio Micari,”naturalmente tutto questo è un percorso che stiamo garantendo grazie alla collaborazione sinergica con tutti gli altri partners coinvolti”.

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