Università torinesi per la ripartenza dello sport

Manlio Adone Pistolesi

Le Università torinesi PoliTo e UniTo hanno elaborato, insieme al CONI e al CIP (Comitato Italiano Paralimpico), il rapporto “Lo sport riparte in sicurezza”. Il documento ha come sottotitolo “Prevenzione e mitigazione del rischio di trasmissione del contagio da SARS- CoV-2 nei siti dedicati all’attività sportiva”. Infatti le Università torinesi non hanno come fine la classificazione delle singole discipline sportive per pericolosità e probabilità di trasmissione. Anzi, lo studio vuole aiutare la ripartenza di ogni sport attraverso indicazioni e azioni di mitigazione e contrasto al virus. Un’altra iniziativa universitaria che segue i progetti della Normale, dell’UniBo e dell’UniSi.

Criteri per la valutazione del rischio

Il rapporto stilato dalle Università torinesi si struttura attraverso dei criteri che valutano i rischi inerenti alla pratica sportiva:

  • Individuazione fattori di rischio in relazione al virus;
  • Meccanismi di trasmissione;
  • Analisi delle fonti e occasioni di contagio;
  • Probabilità contagio in base ai contatti tra operatori sportivi.

Lo studio passa quindi in rassegna un’acuta analisi dei siti sportivi e della loro organizzazione, dei metodi di prevenzione e protezione da adottare.

Le attività degli atleti vengono ripartite in presenza o in remoto, qualora possibile. Inoltre, relativamente a quelle in presenza, si prevedono diverse possibilità: un turno, più turni, accesso vincolato, accesso libero e attraverso modalità di svolgimento particolari. Il rapporto consiglia di ridurre il numero di operatori sportivi o suggerisce anche la suddivisione in gruppi, facilmente gestibili e tracciabili, all’occorrenza.

In merito ai siti sportivi viene offerta una classificazione che tiene conto della quantità delle persone in un’area precisa, del tempo di permanenza e dell’impiego di dispositivi per la protezione individuale (DPI):

  • Transito;
  • Sosta breve;
  • Sosta prolungata;
  • Assembramento;
  • Assembramento senza dispositivi di prevenzione.

La presente classifica considera anche, per esempio, il campo di gioco e prevede che sia sempre garantito un adeguato ricambio di aria.

Misure di prevenzione e protezione

Il rapporto delle Università torinesi tiene in conto anche le difficoltà legate all’impiego dei mezzi di protezione. L’utilizzo della mascherina comporta deficit dell’apporto di aria, con un affaticamento maggiore dell’atleta. Guanti e distanziamento sociale sono spesso incompatibili con il gesto atletico e con la pratica sportiva. Per questo si prevedono misure proporzionali alla disciplina e allo sforzo dell’atleta, nel completo rispetto della sua sicurezza e di chi lo circonda.

Gli atleti, se non impegnati in allenamento o coinvolti in gara, dovranno sempre indossare le mascherine e stare a 1m, preferibilmente 2m, dagli altri. Si dovranno assicurare i “corretti distanziamenti” calcolati tramite parametri diversi per sforzo e pratica sportiva. Secondo le Università di Eindhoven e Leuven, atleti di sport diversi non producono la stessa quantità di droplets (goccioline).

I luoghi frequentati dovranno essere periodicamente igienizzati e sanificati. La tecnologia dovrà aiutare le pratiche di distanziamento sociale attraverso app, sensori e videocamere. Durante le sessioni di allenamento, gli atleti e gli allenatori potranno indossare dei braccialetti che analizzerano le distanze tra i vari apparecchi. Potranno essere installate videocamere e webcam per controllare i movimenti degli operatori sportivi sul campo di gara.

Alcuni sport studiati dalle Università torinesi

La tabella che ordina le classi di rischio, da 1 a 8, tiene conto del numero degli sportivi coinvolti, della tipologia di interazione e dell’ambiente circostante. Inoltre la tipologia di rischio può variare in base alle situazioni di gara o di allenamento.

Livelli di rischio

Gli sport sono divisi in:

  • di squadra;
  • ciclici;
  • di coordinazione complessa;
  • di combattimento.

Infine si suggeriscono delle “azioni di mitigazione del rischio”, come il tampone 48 ore prima dell’evento sportivo.

Per il basket si prevede una classe di rischio di livello 4 per la fase di riscaldamento, per le attività di coordinazione motoria e potenziamento muscolare e nell’allenamento dei fondamentali. Per queste attività si suggerisce la creazione di gruppi chiusi e costanti. La gara ha un livello 7 di rischio, si richiede il tampone 48 ore prima della partita. La pallavolo ha fattori di rischio inferiore alla pallacanestro. In particolare per la gara (5). Il tennis ha valori ancora più bassi: 3 per riscaldamento motorio, di gioco e fasi di gioco. Per le partite dovrebbero essere garantite panchine separate per gli atleti e il cambio di palline (tubo nuovo) a ogni match.

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