University Network in tour. Didattica mista: promossa o bocciata?

Manlio Adone Pistolesi

University Network come testata giornalistica al servizio dei giovani e del mondo universitario ha cercato negli ultimi due anni di raccontare la quotidianità di un sistema didattico in emergenza. Da quando la pandemia di COVID-19 ha raggiunto il nostro Paese le Università sono corse ai ripari per garantire una “normalità” nonostante l’emergenza e le perdite di vite umane giornaliere.

Il 26 febbraio l’allora Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi annunciava:

Da lunedì 2 marzo, nelle aree colpite dal coronavirus, gran parte degli universitari potrà progressivamente tornare a seguire le lezioni sul web grazie all’insegnamento a distanza

Gaetano Manfredi

La normalità nell’emergenza

Da quel momento gli universitari italiani hanno frequentato corsi e hanno sostenuto esami a distanza abituandosi a parole mai sentite, piattaforme nella maggior parte dei casi mai sfruttate e stili di vita totalmente diversi dalla normalità.

DaD, lezioni sincrone e asincrone, Teams, Zoom, tesi discusse via Skype, esami sorvegliati da telecamere e programmi anti-furbetti. Innumerevoli le segnalazioni provenienti da studenti e studentesse insofferenti per la situazione: alienati da uno studio privo di confronti intellettuali e contatti umani. La pandemia ha sconvolto le vite degli universitari e la didattica.

Ciononostante, le Università si sono rivelate una risorsa per il Paese nel contrasto e nel contenimento della pandemia grazie a progetti, ricerche e brevetti. Gli Atenei hanno dimostrato la qualità del loro organico e, nonostante i corridoi deserti e le aule orfane di cervelli, il sistema ha resistito.

Nel rispetto dell’autonomia universitaria dalla sessione estiva gli atenei italiani hanno iniziato a sperimentare un parziale ritorno in presenza.

Sebbene i primi mesi dell’anno accademico 2020/2021 fossero iniziati con l’impegno della presenza “privilegiata” per le matricole, la seconda ondata nell’autunno ha spento ogni speranza. Così, tra una Penisola che si colorava in zone rosse, arancioni e gialle, anche l’anno passato ha dovuto fare i conti con la pandemia. Ma la graduale campagna vaccinale ha dettato anche la rinascita accademica e il rientro in presenza.

La didattica mista può essere archiviata?

Lo scorso 23 febbraio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino il Presidente del Consiglio ha dichiarato:

La situazione epidemiologica è in forte miglioramento, grazie al successo della campagna vaccinale, e ci offre margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese. Voglio annunciare che è intenzione del Governo non prorogare lo stato d’emergenza oltre il 31 marzo.

Mario Draghi, Presidente del Consiglio

Se così fosse, servirebbe ancora la didattica mista attualmente in uso?

Già il Decreto-legge n.111 del 6 agosto 2021 all’art. 1 determinava che le attività didattiche e curriculari delle Università fossero svolte prioritariamente in presenza. L’indirizzo del Governo decreterebbe l’addio alla didattica mista?

Nel corso di queste due anni di pandemia il pubblico di University Network si è spaccato. Da una parte i sostenitori della didattica solo in presenza e dall’altra i promotori della didattica mista. Ovvero un’esperienza universitaria che mantenga la priorità sulla presenza ma che garantisca anche strumenti per lo studio e la frequenza da remoto. Infatti, tra i secondi vi è la community di Unidad fautrice della DaD come strumento integrativo che possa accrescere il valore della didattica.  

La proposta dell’Onorevole Iovino

Sul nostro sito il 17 novembre 2021 è uscita l’intervista all’Onorevole Luigi Iovino, Segretario della Presidenza della Camera dei deputati. Secondo l’Onorevole:

La didattica a distanza non può rimanere una soluzione applicabile solo in situazioni di emergenza […] Se uno studente durante la giornata svolge altre attività, che siano di studio, di lavoro o altro, deve avere la possibilità di poter seguire in un secondo momento le lezioni. La didattica mista servirebbe anche a risolvere problematiche logistiche e di spazi, dato il sovraffollamento delle aule universitarie […] Sul tema ho presentato un’interrogazione parlamentare e continuerò a lavorare in questa direzione.

On. Iovino

Ciò detto, il 18 novembre l’Onorevole Iovino ha presentato un’interrogazione a risposta orale (3/02627), tuttora in corso, dove scrive:

la situazione attuale rappresenta un’ottima occasione per rendere, in qualche modo, stabile nel sistema universitario italiano l’utilizzo a regime della didattica a distanza ai fini della frequenza e della fruizione degli insegnamenti dei corsi di studio universitari, [e perciò chiede, ndR] quali iniziative di competenza intenda promuovere il Ministro interrogato [Maria Cristina Messa]al fine di potenziare la didattica a distanza per le Università statali.

On. Iovino

University Network in tour: le finalità

University Network data l’importanza del tema e del dibattito suscitato sui nostri canali ha deciso perciò di realizzare un tour presso le principali città italiane per sentire quale sia davvero il sentimento comune in ciascuna realtà locale.

Lo scopo del tour sarà quello di raccogliere le testimonianze in giro per l’Italia, realizzando in ogni ateneo un confronto tra l’Onorevole Iovino e i rappresentanti universitari, in modo da presentare alla Ministra Messa un panorama completo.

Il futuro della didattica verrà sancito da questo tour e dalle opinioni di ciascuna associazione e dei loro referenti.

La prima tappa dell’University Network in tour. Didattica mista: promossa o bocciata? sarà Torino, il 17 marzo.

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