University Network risponde con: Roberta Villa

Karoline Gapit

Roberta Villa, giornalista scientifica e research fellow all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stata ospite di University Network il 18 marzo per parlare di Covid-19. Il Web ormai è pieno di fake news sul virus che sta mettendo in ginocchio l’intero globo e Roberta Villa si dimostra un “faro della notte” per la battaglia contro la loro diffusione. 

Un futuro incerto

Numerose sono state le domande rivolte a Villa e quella più gettonata è stata quella in merito alla possibilità di proroga della quarantena. “Dipende molto dai prossimi giorni cosa succede: qua in Lombardia continua ad essere drammatica la situazione”, sostiene Villa. “Bisogna vedere cosa succede al centro sud. Se quelli che sono andati al Sud hanno portato la malattia o, se per qualche ragione che ancora non capiamo, resterà ancora confinata qua.” 

Proteggersi (anche) dalla disinformazione

“Scremare tutto quello che vi arriva. Quello che ricevete su Whatsapp non apritelo”. Questo un suggerimento della giornalista scientifica per non farsi influenzare dalle fake news. 
Eppure, anche alcuni quotidiani sono stati al centro delle accuse circa la condivisione di notizie false; infatti, Villa suggerisce di seguire solamente le indicazioni dell’OMS e del Centro Europeo per il Controllo delle malattie, oltre al Ministero della Salute.

Restiamo più possibile a casa

Inoltre, sottolinea: “Il principio cardine che dovrebbe essere adottato in larga misura in Italia: di stare a casa anche con lievi sintomi per ridurre al minimo il contagio”.  Quindi asintomatico, o meglio, sintomatico, che sia anche la Villa rilancia il #iorestoacasa.
Sulla questione delle mascherine, si scaglia contro le persone che non la sanno indossare. “È importante saperla mettere correttamente, toglierla e soprattutto indossarla senza spostarla di continuo, altrimenti non serve a nulla”. 

La discriminazione, allarmismo e discriminazione

L’eccesso mediatico di queste ultime settimane ha fatto nascere numerose accuse contro la comunità cinese e come spiega Villa: “Questo ci ha portato ad andare fuori strada, che ha creato tanto allarmismo e discriminazione”. 

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