Usa e Covid-19, studenti si fanno infettare per 200 dollari

Giacomo Marini

200 dollari. A tanto ammonterebbe il prezzo del plasma di un contagiato da Covid-19 negli Stati Uniti. Alcuni studenti della Brigham Young University -Idaho non si sarebbero fatti sfuggire l’occasione e avrebbero contratto il virus volontariamente per ottenere un facile guadagno. Questo è quanto appare dall’avviso diramato dall’Università stessa sul proprio sito.

La BYU-Idaho è profondamente scossa dalle voci riguardo persone che hanno volontariamente esposto se stessi o altri al COVID-19 nella speranza di contrarre la malattia e di essere pagati per il plasma che contiene anticorpi.”

Fino a 200 dollari

L’Ateneo ha subito stigmatizzato duramente il comportamento, annunciando di aver aperto un’indagine interna per individuare i responsabili. Qualora le voci si rivelassero fondate, l’Università promette una sospensione immediata e la possibilità di un’espulsione per i colpevoli. Al momento sono 119 gli studenti della BYU risultati positivi al tampone e posti in isolamento. Media americani riportano che alcune aziende pagherebbero dai 50 fino ai 200 dollari per le donazioni di plasma contenente appunto gli anticorpi del virus. Ogni individuo può donare fino a 2 volte alla settimana, a patto che tra una donazione e l’altra passino almeno 48 ore. Questo garantirebbe agli studenti una discreta fonte di reddito, utile ad affrontare le onerose spese universitarie. L’Ateneo si è espresso a riguardo, riconoscendo l’impatto che la pandemia sta avendo anche da un punto di vista economico, oltre che psicologico. Per questo ha invitato gli studenti in difficoltà ad accedere ai programmi di aiuto offerti dall’Università.

Non c’è mai bisogno di ricorrere a comportamenti che mettono in pericolo la salute o la sicurezza per soldi.

L’ok della Food and Drug Administration

Ad agosto il Presidente Donald Trump ha annunciato l’autorizzazione da parte della FDA (l’agenzia americana che si occupa dei farmaci da immettere sul mercato) all’utilizzo in caso di emergenza del plasma convalescente nel trattamento del virus. Nonostante questo, non esistono ancora evidenze scientifiche riguardo l’efficacia di questo metodo. Alcuni studi però parrebbero dimostrare come la somministrazione di questo plasma ricco di anticorpi, possa in alcuni casi aiutare i pazienti nel processo di guarigione. Da qui diverse aziende hanno iniziato ad invitare chi avesse contratto il virus (e fosse guarito da almeno 14 giorni), a donare il proprio sangue dietro compenso.