YuMi, il robot del PoliMi per i test anti-Covid

Fiorella Verde

Non fantascienza ma realtà: YuMi è il robot del PoliMi per i test anti-Covid, una tecnologia che lo scorso giugno ha compiuto 5 anni.

«Al Politecnico di Milano – ha annunciato su Facebook il governatore della Lombardia, Attilio Fontana – c’è un robot in grado di processare 450 test ogni ora, automatizzando fino al 77% dei passaggi necessari allo svolgimento dei test anti-covid». Questo è stato reso possibile grazie alla Partnership Joint Research Centres, della quale fa parte l’azienda ABB (che ha messo a disposizione il robot) e allo sviluppo di un’applicazione progettata al Politecnico di Milano per supportare gli ospedali nei test sierologici per il Covid-19. 

YuMi, il robot collaborativo

YuMi è il nome dato al robot del PoliMi, ideato dall’ ABB (Asea Brown Boveri). L’azienda di Zurigo, operante da anni nel settore della robotica, ha dato vita a questa tecnologia già nel 2015. Il robot possiede due bracci meccanici ed è dotato di mani flessibili, sistemi per l’alimentazione dei pezzi, telecamera per il riconoscimento delle parti e controllo avanzato. 

Il nome stesso del robot ne vuole sottolineare la natura “collaborativa”: YuMi significa tu e io, lavorare insieme, fianco a fianco e senza più barriere. Mettendo insieme l’abilità umana, la precisione e ripetitività del robot si è riusciti ad automatizzare in gran parte il processo del pipettaggio nella fase dei test sierologici. 

Dell’ automatizzazione parziale e del protocollo stesso dei test si è occupato Andrea Zanchettin. Il dottore di ricerca con esperienza nella robotica collaborativa e professore del Dipartimento di Elettronica del PoliMi si è infatti attivato per progettare l’applicazione e programmare il robot.

Che lavoro svolge? 

Il robot si occupa di lavare le piastre usate per analizzare il siero del paziente. Può sembrare un gesto banale azionare un piccolo pistone, ma deve essere fatto al momento giusto e con l’accuratezza di un tecnico di laboratorio. Lo scopo del progetto, sviluppato in collaborazione con ABB e IEO, è far sì che la parte più ripetitiva dell’operazione sia affidata a YuMi. L’obiettivo è quello di velocizzare e aumentare la capacità di eseguire sierologici, due fattori fondamentali per combattere il Coronavirus.

Fare migliaia di test manualmente significherebbe per l’operatore eseguire un’operazione ripetitiva continuamente. È un gesto impegnativo, stressante e usurante alla lunga, che può comportare patologie cliniche come l’infiammazione del tendine. Per ogni test effettuato su un singolo paziente, un tecnico di laboratorio deve azionare il pistoncino della micropipetta 8 volte. Il pollice umano deve fare circa 2 cm di corsa e impiegare una forza di 1,5 kg. YuMi permette ai tecnici di risparmiare tempo ed energie da investire in altre mansioni.

«Le automazioni collaborative robotizzate hanno un ampio potenziale nel settore medicale» ha affermato Oscar Ferrato, Collaborative Robots Product Manager in ABB. «Come ABB siamo contenti di avere contribuito allo sviluppo di questo interessante e innovativo progetto».

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