Zoom: pregi e difetti dell’app del momento

Luca Mondini

Zoom è l’app del momento e, vista la situazione, non potrebbe essere altrimenti. Zoom è apparsa su smartphone e computer di buona parte di coloro costretti a lavorare in modalità smart, facendo esplodere il numero dei suoi utenti.

L’interfaccia intuitiva, le ampie funzionalità disponibili anche nella versione free e la possibilità di fare video conferenze con un numero considerevole di partecipanti sono punti di forza tali da permettergli di balzare in vetta alle classifiche dell’applicazioni più scaricate e di duplicare il valore delle proprie azioni in borsa.

Niente male per un servizio che fino a dicembre 2019 contava circa 10 milioni di iscritti, localizzati principalmente negli Stati Uniti. Mentre adesso raggiunge numeri sbalorditivi e utenti localizzati in ogni parte del globo.

C’è però un problema ed è anche abbastanza importante: la sicurezza.

Zoom bombing, end-to-end e terze parti

Intromissioni da parte di estranei nella propria conversazione. È questo il pericolo più lampante dell’applicazione, un fenomeno tanto diffuso da meritarsi anche una propria definizione “Zoom bombing”.

Sostanzialmente qualsiasi persona può partecipare alle conversazioni e ai dialoghi non protetti da password e, una volta entrato, disturbare la video call con contenuti inadeguati.

Una situazione talmente comune negli USA da far intervenire l’FBI che, con un comunicato, ha invitato i cittadini a denunciare episodi di questo tipo.

Altro problema, ma non per questo secondario, è l’assenza della cifratura ent-to-end. Questa è un tipo di crittografia che permette solo alle persone interessate alla conversazione di interagire e guardare i contenuti privatamente condivisi. Impedendo così l’intromissione non autorizzata di utenti esterni al dialogo e terze parti.

Un’inchiesta giornalistica statunitense ha scoperto l’assenza di tale dispositivo di sicurezza che, di fatto, rischia di mettere alla mercé della rete migliaia e migliaia di conversazioni.

L’applicazione ha comunicato la sospensione del rilascio di qualsiasi aggiornamento per i prossimi tre mesi per concentrarsi esclusivamente sulla implementazione dei propri dispositivi di sicurezza e il miglioramento dei problemi che si sono presentati, ed è notizia recente l’assunzione da parte dell’azienda dell’ex capo sicurezza di Facebook.

Elon Musk e l’Università di Leida

Nel frattempo, però, molte aziende e direzioni hanno deciso di sospendere l’utilizzo di Zoom per le proprie riunioni ed incontri. Una su tutte la compagnia spaziale Space X di Elon Musk che ha di fatto impedito l’utilizzo dell’app ai suoi dipendenti per evitare ogni tipo di problematica.

Anche le Università di tutto il mondo si stanno muovendo in questa direzione. L’Università olandese di Leida, con una nota apparsa sul proprio sito web, ha vietato l’uso di Zoom a docenti, studenti e personale:

Per i gravi rischi alla privacy connessi all’uso dell’applicazione

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